Antonio Tajani ha paragonato la scelta politica a quella della donna da sposare durante Itaca 2.0, la manifestazione politica e culturale a Formello, in provincia di Roma. Il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia ha usato il consiglio che darebbe a un figlio sulla futura moglie per rivendicare l’affidabilità del centrodestra. Il riferimento all’aspetto e all’abbigliamento delle donne ha provocato le proteste delle opposizioni.
Il paragone di Tajani tra matrimonio e centrodestra
La manifestazione è stata organizzata da Giuseppe Emanuele Cangemi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio. Nel suo intervento, il leader di Forza Italia ha costruito il ragionamento attorno a due possibili compagne, immaginando di rispondere alla domanda di un figlio sulla ragazza da sposare. Il paragone di Tajani è partito dal carattere della possibile moglie, per poi contrapporre il fascino alla serietà.
La prima figura descritta è una donna “affascinante”, che “ha cambiato più fidanzati” e potrebbe essere «portata a mettere qualche cornetto”. L’alternativa, nelle parole del vicepremier, è “una ragazza meno appariscente ma più affidabile, più seria”, che sarebbe “una buona madre di famiglia” e rispetterebbe l’impegno del matrimonio. Il consiglio al figlio sarebbe quello di “scegliere la seconda”.
Tajani ha insistito sulla contrapposizione: la donna affascinante “magari ti tradisce”, quella carina, ma meno vistosa” garantirebbe “la stabilità della casa, della famiglia”. Nella descrizione della ragazza seria è comparso anche il riferimento alle “gonne un po’ più lunghe”. Il passaggio conclusivo ha ricondotto l’esempio alla politica: “Il centrodestra è come quella, affidabile”, ha affermato il segretario di Forza Italia, attribuendo così alla coalizione le caratteristiche della seconda figura.
Le critiche delle opposizioni e la richiesta di scuse
Il riferimento alle gonne è stato al centro della contestazione di Elly Schlein. “Non si valutano le donne dalla lunghezza delle loro gonne”, ha dichiarato la segretaria del Pd, che ha definito le parole del vicepremier una “vergogna” e gli ha chiesto di scusarsi.
Per Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, si tratta di una “sortita anni ’50”, legata a una rappresentazione stereotipata delle donne. Paita ha collegato la sua critica anche al contrasto ai femminicidi, sostenendo che dichiarazioni di questo tipo siano particolarmente problematiche nel contesto dell’impegno della politica contro la violenza sulle donne.
La condizione delle donne afghane è invece il tema richiamato da Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha invitato il ministro degli Esteri a occuparsene, contrapponendo il burqa al riferimento alle minigonne delle ragazze italiane. A suo giudizio, le dichiarazioni di Tajani restituiscono “un’idea della donna ottocentesca”.
La presidente dei deputati del Pd Chiara Braga ha collegato il messaggio del vicepremier a una cultura del possesso che, secondo lei, va contrastata. La senatrice dem Valeria Valente ha parlato di “un concentrato di stereotipi sulle donne” e della donna come “angelo del focolare”, fedele al marito e dedita alla famiglia, definendo le dichiarazioni “vergognose e indegne di un ministro”.
