La proroga dei controlli con la Spagna non nasce da una posizione politica nei confronti di Madrid, ma dalla necessità di tutelare la sicurezza interna e le frontiere italiane. Lo ha chiarito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a margine degli incontri con l’omologo sloveno Tone Kajzer, e ha spiegato anche che Roma sta valutando un’alternativa alla sospensione di Schengen al confine con la Slovenia.
Tajani: “Con la Spagna non c’è una frontiera”
Rispondendo alle domande sulla decisione italiana di prorogare per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, Tajani ha escluso qualsiasi atteggiamento ostile nei confronti del Paese iberico. “Non è un atteggiamento contro qualcuno, non è una posizione politica”, ha detto il ministro, sottolineando che l’obiettivo è garantire la sicurezza.
Tajani ha ricordato che i collegamenti con la Spagna avvengono attraverso navi e aerei e ha collegato la scelta italiana alla situazione a Ceuta. “Credo sia giusto finché c’è una situazione così drammatica a Ceuta”, ha affermato, aggiungendo che non bisogna sottovalutare quanto accaduto e quanto sta ancora avvenendo. Per questo, secondo il ministro, è necessario assicurarsi che le frontiere siano adeguatamente protette.
Tajani auspica la nascita di un sistema portuale tra Trieste e Capodistria
Nel corso dell’incontro con Kajzer, Tajani ha parlato anche della possibilità di rafforzare la collaborazione tra Italia e Slovenia attraverso un sistema portuale comune che coinvolga Trieste e Capodistria, in Slovenia. L’obiettivo sarebbe aumentare le capacità ricettive e favorire le esportazioni. Secondo il ministro italiano, Trieste potrebbe svolgere il ruolo di terminale del sistema, mentre Capodistria potrebbe rappresentare una struttura gemella capace di contribuire al potenziamento delle attività. Kajzer ha confermato l’interesse sloveno a sviluppare una collaborazione organica tra i due porti.
Roma valuta un’alternativa alla sospensione di Schengen
Tajani ha inoltre annunciato che l’Italia sta valutando la possibilità di sostituire, una volta terminata l’attuale proroga, la sospensione di Schengen al confine con la Slovenia con misure alternative concordate tra i due Paesi. L’idea è individuare strumenti che permettano di mantenere adeguati livelli di sicurezza e di contrastare l’immigrazione irregolare senza ricorrere alla sospensione dei normali meccanismi di Schengen. “Ne ho già parlato con Piantedosi”, ha spiegato Tajani.
L’ipotesi di una collaborazione tra le forze di polizia
Tra le soluzioni allo studio c’è anche una forma di collaborazione mista tra le forze dell’ordine italiane e slovene, sul modello di quanto avviene al confine tra Italia e Francia, dove operano insieme poliziotti dei due Paesi. Kajzer ha definito il confine italo-sloveno uno “spazio di cooperazione e nuove opportunità”. L’attuale proroga dei controlli al confine con la Slovenia è destinata a terminare il 18 dicembre, entro il quale Roma dovrà quindi valutare se adottare un nuovo assetto per la gestione della sicurezza.
Per approfondire: Italia-Spagna, prorogati i controlli alle frontiere per altri 15 giorni
