Luca Zaia respinge l’ipotesi di un suo possibile arrivo alla guida della Lega e, dal palco di Pontida, rilancia invece il tema delle istanze del Nord. L’ex governatore veneto ha ricordato che il partito ha già un segretario, Matteo Salvini, e ha sostenuto la necessità di mantenere i territori settentrionali come riferimento all’interno di un progetto di unità nazionale. Le sue dichiarazioni si inseriscono nel confronto interno alla Lega sulle prospettive del partito e sul ruolo delle sue diverse componenti.
Zaia: “C’è già un segretario”
A chi gli chiedeva se possa essere lui il prossimo segretario della Lega, Zaia ha risposto che “c’è già un segretario, mi sembra ovvio”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto ha quindi ribadito la propria posizione sulla centralità del Nord, spiegando che le esigenze dei territori settentrionali devono trovare spazio in un progetto che mantenga l’unità del Paese.
Secondo Zaia, infatti, accanto alla questione meridionale esiste anche una questione settentrionale. Il Nord, ha osservato, rappresenta la “locomotiva dell’Italia” e ha bisogno di risposte specifiche: senza interventi sulle sue istanze, “questo paese va a finire male”.
Zaia: “Questa è la festa del popolo della Lega”
Zaia ha poi sottolineato che il raduno di Pontida non deve essere considerato la manifestazione personale di un singolo esponente politico. “Questa è la festa del popolo, della Lega, non è una festa personale di Zaia, di Salvini, di Fontana o di qualcun altro”, ha detto.
L’esponente veneto, che racconta di frequentare Pontida praticamente da sempre, ha invitato a rispettare i militanti, i sostenitori e i simpatizzanti che dedicano il proprio tempo libero al partito.
Le divergenze con Salvini
Parlando delle differenze di vedute con Matteo Salvini, Zaia ha osservato che all’interno della Lega ciascuno può esprimere le proprie idee. Il congresso si è svolto e, ha aggiunto, da quella decisione bisogna partire, ricordando però quanto sia eterogenea la composizione politica, sociale e culturale del popolo leghista.
Per questo, secondo Zaia, è inevitabile che emergano posizioni che non coincidono completamente. Anche in questo caso ha ribadito la necessità di mantenere il Nord tra i principali punti di riferimento della Lega, all’interno di un progetto nazionale.
Zaia: “Noi siamo per l’autonomia”
Un altro tema centrale nel discorso di Zaia è quello dell’autonomia. “Noi siamo per l’autonomia, noi esistiamo per l’autonomia e il federalismo”, ha affermato, richiamando anche lo Statuto della Lega, nel quale il movimento nasce con l’obiettivo del federalismo.
Secondo l’ex governatore, le prime quattro materie legate all’autonomia sono ormai arrivate alla fase successiva e ora “si firmerà e si deve andare avanti”. Zaia ha riconosciuto che a Roma il tema dell’autonomia suscita forti resistenze, ma ha richiamato il concetto di responsabilità associato all’autonomia, citando anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L’esponente leghista ha quindi sostenuto che, se l’obiettivo è costruire un Paese più responsabile e meno dipendente dall’assistenzialismo, l’autonomia deve essere realizzata. “Se non la facciamo per scelta, la faremo per necessità in questo Paese”, ha concluso.
Il sostegno a Massimiliano Romeo
A Zaia è stato chiesto anche se Massimiliano Romeo debba essere sostituito come capogruppo della Lega al Senato, dopo le sue critiche alla leadership di Salvini. La risposta è stata negativa: “Per quel che mi riguarda, non andrebbe cambiato, tra l’altro siamo a fine legislatura. E direi che squadra che vince non si cambia”.
La battuta su Vannacci
Interpellato invece su Roberto Vannacci, Zaia ha risposto con una citazione latina: “Gli antichi romani dicevano, ‘natura non facit saltus’, la natura non fa salti”. Una battuta accompagnata dal riferimento al noto interesse di Vannacci per la cultura romana e per il latino: “A lui piacciono i romani e il latino…”.
Zaia: “La Lega non è né di destra né di sinistra”
Dal palco di Pontida Zaia ha poi ricordato Umberto Bossi e le origini del movimento. “Sono ancora convinto che la Lega sia il partito nato per dare voce a chi non ce l’ha”, ha detto, ribadendo di considerare la Lega un partito che non appartiene né alla destra né alla sinistra.
Il passaggio è stato accompagnato dagli applausi dei militanti presenti sul pratone. Zaia ha quindi definito la Lega un partito nato come formazione liberale e non liberticida, indicando nell’autonomia e nel federalismo le grandi battaglie avviate con Bossi.
“La Lega non muore, si evolve”
Zaia ha affrontato anche il tema dei risultati del partito e dei sondaggi. “Quando mi chiedono come va il partito, dei sondaggi, io dico che ne ho viste di meglio e di peggio”, ha detto dal palco.
Secondo l’ex governatore, però, la Lega non sarebbe destinata a scomparire: “La Lega non muore, si evolve e ha chiaro cosa dobbiamo fare”. In quest’ottica ha proposto che il governo elabori un progetto dedicato alla questione settentrionale e uno dedicato a quella meridionale.
In chiusura, Zaia è tornato ancora una volta al fondatore della Lega: “Grazie Umberto, per quello che hai fatto e per l’idea che hai avuto”. E ha ribadito la propria convinzione che il partito debba continuare a portare avanti le “battaglie epocali” iniziate con Bossi.
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