Il 23 settembre potrebbe diventare una giornata particolarmente significativa sul fronte migratorio in Marocco. Proprio nella data delle elezioni politiche è infatti comparso sui social un nuovo appello rivolto a chi intende tentare di raggiungere l’Europa passando dalla frontiera di Ceuta. La coincidenza viene considerata un elemento di allarme, anche perché nelle stesse ore l’associazione filo-islamista Al Ada Wa Al Ihssane, Giustizia e Spiritualità, ha invitato a boicottare le urne.
Perché i giovani vogliono fuggire a Ceuta?
Alla base della protesta ci sarebbe anche il senso di distanza di molti giovani rispetto ai partiti e ai candidati che si contendono i posti di potere. La maggior parte di loro, secondo la ricostruzione, non si sentirebbe rappresentata dall’attuale classe politica. In questo contesto, il tentativo di arrivare in Europa, nonostante i rischi, può apparire ad alcuni come un’opportunità per costruire un futuro diverso e accedere a possibilità che in Marocco sembrano difficili da raggiungere.
Le immagini delle migliaia di giovani che alla fine di luglio hanno cercato di raggiungere Ceuta hanno riportato il tema delle migrazioni al centro dell’attenzione e delle aspettative. La questione, però, non sarebbe entrata con la stessa centralità nei programmi della campagna elettorale.
Il possibile paradosso al confine
Il contrasto potrebbe emergere in modo particolarmente evidente proprio il 23 settembre. Se l’appello diffuso sui social dovesse essere seguito, mentre una parte della popolazione marocchina si recherà ai seggi per votare, un’altra potrebbe dirigersi verso la frontiera con l’obiettivo di raggiungere Ceuta o Melilla e tentare così la fuga dal Paese.
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