Il ricorso di Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai è stato depositato questa mattina al Tribunale del Lavoro di Roma. Il giornalista si è rivolto ai giudici per ottenere il ritorno alla guida della trasmissione.
Ranucci fa ricorso in tribunale contro la rimozione da Report
L’atto è un ricorso ex art. 700 cpc: le richieste sono la revoca del provvedimento e il reintegro. A rappresentare Ranucci in tribunale per il ricorso contro la rimozione da Report è un collegio di giuslavoristi composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi.
Si tratta di un ricorso urgente con cui si chiede la revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro. Il deposito segue l’intenzione di agire in tribunale espressa dal giornalista negli scorsi giorni. «Non rinuncio e non mollo», aveva detto Ranucci, anticipando la scelta di contestare la decisione dell’azienda.
Una mossa, annunciata nei giorni scorsi, che mira a un obiettivo preciso: rientrare nella conduzione di Report, ritornare a essere responsabile autoriale della trasmissione d’inchiesta da cui è stato allontanato lo scorso 28 agosto, proprio quando l’inchiesta che vede il giornalista vittima di un attentato, commesso dal suo amico Valter Lavitola, è in corso.
Diffuso un documento coperto da segreto
Un altro fronte riguarda il documento sui costi del programma e le responsabilità individuali all’interno della Rai. Il giornalista aveva prospettato anche una «denuncia penale: voglio mettere sotto inchiesta le singole persone perché è stato diffuso un documento coperto da segreto perché Report doveva sembrare una trasmissione fuori controllo».
Quanto alla provenienza del documento, Ranucci aveva indicato un ambito circoscritto e un’attività di verifica condotta personalmente: «Può essere uscito solo da tre uffici e sto facendo un’inchiesta su questo».
