Alex Saab potrebbe dichiararsi colpevole davanti alla giustizia statunitense. L’imprenditore colombiano, per anni considerato uno degli uomini più vicini a Nicolás Maduro e indicato dalle autorità Usa come uno dei suoi principali facilitatori finanziari, è atteso martedì 15 settembre davanti a un tribunale federale di Miami. L’udienza potrebbe rappresentare una svolta non soltanto nel procedimento a suo carico, ma anche nelle indagini che riguardano l’ex presidente venezuelano.
Secondo i documenti giudiziari, Saab comparirà davanti alla giudice Kathleen M. Williams alle 11 locali, le 17 in Italia, per una “change of plea hearing”, un’udienza convocata per modificare la precedente dichiarazione resa dall’imputato.
Alex Saab, le accuse di riciclaggio e i rapporti con il governo venezuelano
La nuova incriminazione riguarda un presunto sistema di riciclaggio di denaro legato ai contratti pubblici venezuelani. Secondo l’accusa, Saab e i suoi collaboratori avrebbero creato una rete di società, falsificato documenti relativi alle importazioni e pagato tangenti a funzionari venezuelani per ottenere contratti legati al programma alimentare CLAP, istituito dal governo Maduro per distribuire beni di prima necessità alla popolazione.
Gli investigatori sostengono che il sistema avrebbe poi consentito a Saab di estendere la propria influenza anche al settore petrolifero, arrivando ad accedere a miliardi di dollari derivanti dalle vendite della compagnia statale Pdvsa.
Saab era già finito nelle mani della giustizia statunitense nel 2020, quando venne arrestato a Capo Verde durante uno scalo e successivamente estradato negli Stati Uniti. Nel dicembre 2023 Joe Biden gli concesse una grazia completa per le imputazioni del 2019, nell’ambito di uno scambio che portò alla liberazione di alcuni cittadini statunitensi detenuti in Venezuela.
Il possibile ruolo nel processo contro Maduro
Dopo la cattura di Maduro durante l’operazione militare statunitense del gennaio 2026, il peso politico di Saab in Venezuela è rapidamente diminuito. La presidente ad interim Delcy Rodríguez lo ha estromesso dal governo e, a maggio, Caracas lo ha deportato negli Stati Uniti, dove è comparso nuovamente davanti ai giudici federali.
Le autorità statunitensi conoscono da anni i rapporti tra Saab e i vertici del chavismo e, secondo quanto riportato da Associated Press, potrebbero chiedergli di fornire informazioni utili nel procedimento contro Nicolás Maduro, in attesa del processo a Manhattan per le accuse legate al narcotraffico.
Una sua eventuale dichiarazione di colpevolezza, quindi, potrebbe andare ben oltre il destino giudiziario dell’imprenditore colombiano e aprire un nuovo capitolo nei procedimenti statunitensi contro l’ex apparato di stato e di potere venezuelano
