Un kalashnikov in strada durante una corsa clandestina di cavalli a Palagonia: la Polizia di Stato ha arrestato un giovane, ritenuto gravemente indiziato di porto abusivo di arma da guerra, con l’aggravante di aver agito per favorire il clan Cappello-Bonaccorsi. Il gip del Tribunale di Catania ha disposto la custodia cautelare in carcere; il provvedimento è stato eseguito su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania.
Catania, kalashnikov alla corsa clandestina di cavalli
Arrestato a Catania un uomo che, brandendo un fucile kalashnikov, scortava a bordo di uno scooter una corsa clandestina di cavalli lo scorso 8 maggio in località a Palagonia
La competizione abusiva era diventata un caso mediatico e aveva fatto il giro dei social
#15settembre https://t.co/4QwlcD7KQQ— Polizia di Stato (@poliziadistato) September 15, 2026
Durante la competizione, alle prime luci dell’alba dell’8 maggio, alcuni soggetti armati scortavano i cavalli a bordo di motoveicoli, urlando, suonando i clacson e sparando all’impazzata.
Gli accertamenti della Squadra Mobile, delegata dalla Procura, hanno individuato nell’attuale indagato la persona che, durante la corsa a Catania, aveva utilizzato un kalashnikov, l’arma da guerra al centro della contestazione. L’identificazione è avvenuta attraverso l’analisi dei filmati realizzati dagli spettatori, divenuti virali sui canali social dopo l’attenzione dei media locali e nazionali.
Arrestato un giovane per porto abusivo di armi
Il giovane operava all’interno di un gruppo con base nella zona di San Giovanni Galermo, vicino al clan. Nel corso di una perquisizione, i poliziotti lo avevano trovato in possesso di diversi indumenti coincidenti con quelli indossati durante la gara, oltre al motoveicolo utilizzato nella stessa occasione.
L’ordinanza riguarda anche altri soggetti, non destinatari di misure cautelari, accusati del delitto di partecipazione a competizioni clandestine tra animali per aver preso parte alla corsa come fantini. La Questura di Catania li aveva individuati e denunciati nei giorni successivi all’evento.
