Xi Jinping ha proposto dal vertice Brics di New Delhi «una zona per l’intelligenza artificiale open source», a poco più di dieci giorni dalla prevista visita negli Stati Uniti. L’iniziativa è destinata ai Paesi del gruppo e punta sulla cooperazione nello sviluppo della tecnologia. La proposta arriva nel contesto di una competizione sempre più serrata tra Stati Uniti e Cina per il primato tecnologico.
Il modello promosso dal presidente cinese si contrappone a quello basato sul software proprietario, più tipicamente americano.
La cooperazione proposta ai Brics
Il progetto per l’intelligenza artificiale prevede «la cooperazione nello sviluppo e nell’applicazione di modelli linguistici di grandi dimensioni», l’organizzazione di «seminari e corsi di formazione specializzati» e la realizzazione di «un ecosistema aperto per l’intelligenza artificiale». La proposta riguarda dunque sia lo sviluppo e l’utilizzo dei modelli sia la formazione, all’interno di un sistema fondato sul codice aperto.
I Brics comprendono 11 Paesi, tra cui Russia e India, ma non costituiscono un blocco politico del tutto omogeneo. L’adesione alla proposta cinese non è quindi scontata: resta incerta, in particolare, la scelta di Paesi come l’India, che vogliono mantenere buoni rapporti con Washington.
Xi ha affiancato a questa iniziativa l’invito a entrare nell’Organizzazione mondiale per la cooperazione sull’intelligenza artificiale (Waico). Il nuovo organismo riunisce 29 Paesi, fra i quali Russia e Cina, oltre a diversi Stati dell’Africa e dell’Asia. Il presidente cinese ha invitato sabato, a New Delhi, i Brics a «partecipare attivamente» all’organizzazione.
Il confronto tecnologico con gli Stati Uniti
La proposta cinese si inserisce nel dibattito internazionale sui possibili rischi dell’intelligenza artificiale, accompagnato da polemiche diffuse. Donald Trump ha definito le voci critiche «forze negative», mentre Xi è tornato a sostenere la scelta del codice aperto. Si tratta di un’impostazione che permette di modificare la tecnologia originaria, in contrapposizione al modello proprietario più tipicamente americano.
L’intelligenza artificiale è considerata un settore di crescente importanza strategica. Diversi esperti ritengono che l’approccio a codice aperto consenta a Pechino di affrontare costi inferiori. Il New York Times ha sottolineato anche il possibile valore della tecnologia come strumento di influenza internazionale: un potenziale che accompagna il confronto per il primato tecnologico tra Cina e Stati Uniti.
Il tema potrebbe essere al centro dei colloqui fra Trump e Xi Jinping del 24 settembre, durante la prevista visita del presidente cinese negli Stati Uniti. La possibilità di discuterne è legata alle intenzioni dichiarate dallo stesso presidente americano.
