Sono arrivate nel Regno Unito in cerca di protezione, spesso dopo essere fuggite da persecuzioni, violenze domestiche e discriminazioni. Ma alcune richiedenti asilo raccontano di essere state vittime di stupri, molestie e aggressioni sessuali da parte di uomini britannici, anche all’interno delle strutture nelle quali erano state sistemate.
Le testimonianze sono state raccolte dal Guardian e fanno emergere anche un secondo problema: diverse donne avrebbero avuto paura di rivolgersi alle autorità, temendo ripercussioni sulla propria domanda d’asilo, oppure non sapendo a chi chiedere aiuto. La vicenda emerge mentre nel Regno Unito il dibattito sull’immigrazione è particolarmente acceso e gruppi anti-migranti hanno utilizzato proprio il tema della violenza sessuale nelle loro campagne.
Gli abusi denunciati negli hotel per richiedenti asilo
Una delle donne ascoltate aveva trascorso circa due anni in un hotel per richiedenti asilo dopo essere fuggita da persecuzioni religiose e violenza domestica. Secondo il suo racconto, un dipendente della struttura l’avrebbe molestata ripetutamente, arrivando a recuperare il suo numero di telefono dal database dell’hotel per inviarle messaggi personali e chiederle rapporti sessuali. La donna ha poi deciso di denunciarlo.
Un’altra richiedente asilo, arrivata dall’Iran, ha raccontato invece di essere stata violentata da una guardia di sicurezza dell’hotel in cui soggiornava. Inizialmente avrebbe esitato a rivolgersi alla polizia britannica, anche a causa della sfiducia nelle autorità maturata nel Paese dal quale era fuggita.
C’è poi il caso di una donna proveniente dall’Uganda, che aveva chiesto protezione perché temeva di essere incarcerata o uccisa nel proprio Paese a causa del suo orientamento sessuale. La donna avrebbe incontrato grandi difficoltà nel trovare un legale attraverso il sistema di assistenza gratuita.
L’accusa contro un avvocato e la paura di denunciare
L’inchiesta britannica ricostruisce anche un caso particolarmente grave che riguarda il rapporto tra una richiedente asilo e il professionista che avrebbe dovuto assisterla. Una donna ha accusato infatti il proprio avvocato specializzato in immigrazione di averla costretta ad avere rapporti sessuali, approfittando della sua vulnerabilità e delle difficoltà nel trovare un’alternativa attraverso il patrocinio gratuito.
Le testimonianze mostrano come la condizione amministrativa possa trasformarsi in un ulteriore elemento di vulnerabilità. Alcune donne temerebbero che una denuncia possa avere conseguenze sul procedimento per ottenere protezione o semplicemente non conoscerebbero sufficientemente il funzionamento delle istituzioni britanniche per sapere a chi rivolgersi.
Le falle nel sistema di accoglienza britannico
Il problema della sicurezza delle donne negli alloggi destinati ai richiedenti asilo era già emerso prima delle nuove testimonianze. Un’inchiesta della Home Affairs Committee della Camera dei Comuni sulla gestione dell’accoglienza da parte dell’Home Office ha raccolto elementi sulle carenze nelle misure di tutela all’interno delle strutture.
Già nel 2025 erano emerse denunce relative a stupri, molestie sessuali e comportamenti predatori in sistemazioni miste utilizzate per l’accoglienza. Organizzazioni che lavorano con rifugiate e richiedenti asilo hanno più volte chiesto maggiori garanzie e spazi sicuri dedicati alle donne.
Il governo britannico ha dichiarato di voler ridurre progressivamente la dipendenza dagli hotel. Nell’aprile 2026 l’Home Office ha spiegato in Parlamento che, con la riduzione di queste strutture, donne, bambini e famiglie dovrebbero essere trasferiti verso sistemazioni più appropriate e di lungo periodo, assicurando standard di sicurezza e dignità.
Lo scontro politico sull’immigrazione
Le denunce arrivano in una fase di fortissima tensione intorno all’immigrazione. Negli ultimi 18 mesi nel Regno Unito sono comparsi almeno 28 nuovi gruppi di vigilantes anti-migranti, alcuni dei quali organizzano pattugliamenti o iniziative contro l’arrivo dei richiedenti asilo.
Il Guardian sottolinea il contrasto tra le testimonianze delle donne e parte della propaganda circolata nelle proteste anti-immigrazione. Durante recenti manifestazioni a Dover e Portsmouth, esponenti dell’estrema destra hanno rilanciato accuse generalizzate di violenze sessuali commesse dai richiedenti asilo.
Women for Refugee Women mette in guardia proprio dall’utilizzo politico di questi episodi: trasformare la violenza contro donne e ragazze in uno strumento contro i migranti, sostiene l’organizzazione, rischia di nascondere gli abusi realmente subiti dalle donne e rendere ancora più difficile per le vittime ottenere protezione e giustizia.
