Marine Le Pen lancia la sfida per l’Eliseo e trasforma le prossime elezioni presidenziali francesi in una battaglia per il futuro del Paese. Dal suo feudo politico di Hénin-Beaumont, nel nord della Francia, la leader del Rassemblement National ha dato il via alla campagna elettorale rivolgendosi ai suoi sostenitori con toni duri.
“È una battaglia contro le forze del declino quella che dobbiamo condurre”, ha dichiarato Le Pen, descrivendo il prossimo appuntamento elettorale come uno scontro decisivo per impedire quello che considera il progressivo indebolimento della Francia.
Le Pen: “È ora di fermare il tracollo»”
Nel suo intervento, la leader del Rassemblement National ha insistito soprattutto sui temi dell’identità nazionale, della cultura e del modello di società francese.
Secondo Le Pen, le forze contro cui il suo movimento intende combattere potrebbero portare il Paese “dal declino alla caduta” nel caso in cui il suo schieramento non riuscisse a imporsi. “È ora di fermare il tracollo”, ha aggiunto davanti ai sostenitori riuniti a Hénin-Beaumont.
Parole con cui Le Pen punta a impostare fin dall’inizio il confronto elettorale su una contrapposizione netta tra il progetto politico del Rassemblement National e quello dei suoi avversari.
“Una battaglia che non possiamo perdere”
Il passaggio più netto del discorso riguarda proprio la posta in gioco delle presidenziali. “Per la nostra cultura, per il nostro modo di vivere, per la nostra civiltà, le presidenziali sono una battaglia che non possiamo perdere”, ha affermato.
Il comizio di Hénin-Beaumont segna così l’avvio della nuova offensiva politica di Marine Le Pen, che sceglie uno dei luoghi simbolo del radicamento del Rassemblement National per rilanciare la sfida all’Eliseo.
La campagna si apre dunque con un messaggio costruito attorno ai temi che hanno caratterizzato negli anni il consenso del partito: identità, sovranità e difesa del modello di vita francese. Il voto per la presidenza viene presentato da Le Pen non soltanto come una competizione tra schieramenti, ma come una scelta destinata, nella sua lettura, a determinare la direzione futura della Francia.
