Valter Lavitola è chiamato davanti al Tribunale del Riesame: l’udienza è stata fissata per il 7 settembre e in quella sede, hanno riferito i suoi difensori, l’ex editore e imprenditore dovrebbe rendere dichiarazioni spontanee sul Caso Ranucci. La fissazione dell’udienza arriva dopo il ricorso presentato dagli avvocati che sollevano profili cautelari e contestano l’aggravante applicata dall’accusa; la decisione del Riesame dovrà dunque stabilire se modificare o confermare le misure in corso.
Le contestazioni al centro del ricorso
Nel ricorso depositato dagli avvocati, tra i quali compaiono Sergio e Arturo Cola, sono state impugnate le esigenze cautelari ritenute non più proporzionate rispetto agli elementi fin qui raccolti e si chiede una revisione dell’impostazione accusatoria. I legali hanno chiesto che il tribunale valuti in particolare l’applicazione dell’aggravante del metodo mafioso, contestazione che incide sul quadro delle esigenze cautelari e sul profilo delle pene potenziali; il Riesame dovrà analizzare sia gli argomenti fattuali sia la loro rilevanza giuridica alla luce del materiale probatorio raccolto dagli inquirenti.
Durante l’udienza difensiva, se confermata quella sede per le dichiarazioni spontanee, la strategia dei legali punterà a dimostrare l’assenza dei presupposti per la conservazione delle attuali misure cautelari o per la permanenza dell’aggravante, presentando argomentazioni sulle modalità contestate e chiedendo una revisione delle esigenze interdittive e restrittive.
I prossimi passaggi processuali
Accanto alla discussione davanti al Riesame, è in corso la definizione di altri passaggi istruttori: sempre oggi potrebbe essere fissato l’interrogatorio davanti al pubblico ministero richiesto dai difensori dei quattro arrestati, indicati come esecutori materiali dell’attentato, che hanno chiesto di essere sentiti per chiarire la propria posizione. In quella sede la procura potrà acquisire elementi utili a confermare o smentire le contestazioni iniziali e a far emergere eventuali responsabilità dirette o concorsuali.
Nel breve periodo gli inquirenti valuteranno l’opportunità di approfondire riscontri tecnici e dichiarazioni, ma i tempi per la convocazione dello stesso giornalista coinvolto nella vicenda, Sigfrido Ranucci, per sentirlo come persona informata sui fatti si prospettano invece più lunghi, perché gli accertamenti di contesto e le esigenze investigative ancora pendenti richiedono integrazioni.
Il calendario processuale si delimita quindi su due fronti: la verifica cautelare e giuridica al Riesame e le audizioni istruttorie davanti alla procura, fasi che definiranno il perimetro delle indagini e le eventuali modifiche alle misure cautelari già adottate.
