Il futuro di Sigfrido Ranucci a Report potrebbe essere deciso nei prossimi giorni, mentre all’interno della Rai cresce l’attenzione sul dossier relativo ai suoi rapporti con Valter Lavitola. Il documento elaborato dal Comitato Etico è già nelle mani dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, chiamato a valutare la posizione del giornalista e l’eventuale avvicendamento alla guida dello storico programma di inchiesta di Rai3. Parallelamente, potrebbero essere messe sul tavolo tre diverse ipotesi di ricollocazione per Ranucci.
Nessuna sospensione, ma possibile cambio di incarico
La prospettiva che si sta delineando non sarebbe quella di una sospensione. Ranucci ricopre infatti anche il ruolo di vicedirettore ad personam degli Approfondimenti e, inoltre, è parte lesa nell’inchiesta della Procura di Roma sull’esplosione di un ordigno avvenuta nell’ottobre scorso a poca distanza dalla sua abitazione.
La Rai, secondo le ricostruzioni, intenderebbe evitare una soluzione che possa esporre l’azienda a un contenzioso per demansionamento. L’ipotesi allo studio sarebbe quindi soprattutto editoriale: cambiare il responsabile di Report e, allo stesso tempo, garantire a Ranucci un nuovo incarico. Il prossimo ciclo del programma di Rai3 è previsto a partire dall’8 novembre.
Le tre ipotesi per il futuro di Ranucci
Per il giornalista potrebbero essere individuate tre diverse destinazioni professionali, probabilmente all’interno di realtà editoriali che già conosce per avervi lavorato nel corso della sua lunga esperienza in Rai. Tra le possibilità vengono indicate Rai3 e Rainews.
Non è invece ancora emerso il nome di chi potrebbe raccogliere il testimone alla guida di Report. In queste ore starebbe prendendo consistenza l’idea di affidare il programma a una soluzione interna, individuando il successore tra le professionalità già presenti nella trasmissione o, più in generale, all’interno dell’azienda.
Gasparri accusa: “Un disegno politico”
La vicenda ha intanto riacceso lo scontro politico. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, componente della Commissione di Vigilanza Rai, ha commentato anche la partecipazione annunciata di Ranucci alla terza festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, in programma a Roma presso la Città dell’Altra Economia. Il giornalista dovrebbe intervenire mercoledì 9 al dibattito intitolato “Chi comanda davvero? Potere, privilegi, democrazia”, secondo quanto riportato dal programma di “Terra!”.
Gasparri ha collegato l’appuntamento alle precedenti ipotesi di candidatura che hanno riguardato esponenti come Soumahoro e Salis, sostenendo che l’eventuale ingresso di Ranucci nella politica potrebbe completare, a suo giudizio, un percorso già delineato. Il senatore ha inoltre affermato di aver sollevato la questione dei rapporti tra Ranucci e Lavitola già nel novembre 2023, durante un’audizione in Vigilanza Rai alla quale parteciparono anche Ranucci e Paolo Corsini.
La vecchia accusa sulla “Tele-Lavitola”
Gasparri ha ricordato di aver utilizzato allora l’espressione “Tele-Lavitola” per descrivere una delle presunte degenerazioni che, secondo lui, riguardavano Report. Il riferimento era anche alle fotografie, circolate alcuni mesi prima dell’audizione, che ritraevano Ranucci mentre consumava pasti insieme ad altre persone nel ristorante di Lavitola a Monteverde, a Roma.
Secondo il senatore, quella vicenda avrebbe meritato ulteriori approfondimenti e i rapporti tra il giornalista e Lavitola non si sarebbero limitati alla frequentazione del locale. Gasparri ha sostenuto inoltre di aver contestato, nella stessa audizione, quelle che definiva menzogne relative a Silvio Berlusconi e ad altri temi affrontati da Ranucci e dalla trasmissione. A suo giudizio, sarebbe sufficiente rileggere gli atti e i resoconti della seduta della Vigilanza per ricostruire quanto accaduto.
Ranucci rilancia la replica di Giulietti
Ranucci ha risposto alle dichiarazioni di Gasparri attraverso i social, condividendo un intervento pubblicato da Giuseppe Giulietti, coordinatore di Articolo 21. Il testo ripercorre proprio l’audizione del novembre 2023 e sostiene che i rapporti di amicizia tra Ranucci e Lavitola fossero già noti all’epoca.
Giulietti ha ricordato che fu proprio Gasparri a porre a Ranucci una domanda sulla questione durante quella seduta, mentre al suo fianco sedeva Corsini. Nel suo intervento, ha inoltre sostenuto che Ranucci avesse ricordato come Lavitola fosse conosciuto dallo stesso Gasparri, anche per la sua candidatura alle elezioni europee con Forza Italia.
Lo scontro si allarga alle inchieste di Report
Giulietti ha poi contestato l’atteggiamento della Rai e del suo Comitato Etico, chiedendosi perché i rapporti tra Ranucci e Lavitola non avessero suscitato allora la stessa attenzione. La sua replica si è trasformata in una più ampia difesa del conduttore e di Report, con riferimenti alle inchieste sulla strage di Bologna, sui rapporti tra mafia, servizi deviati e ambienti fascisti e sugli omicidi di Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Nel suo intervento ha sostenuto che i tentativi di mettere in discussione Ranucci e Report fossero iniziati già allora e non fossero quindi riconducibili soltanto all’attuale vicenda Lavitola. Giulietti ha infine rivolto altre domande al Comitato Etico, chiedendo di chiarire anche chi, a suo giudizio, avrebbe contribuito a “distruggere Rai3” e a ridurre la visibilità dei fischi rivolti a Giorgia Meloni a Taranto.
La prossima settimana potrebbe dunque rappresentare un passaggio cruciale per il futuro di Ranucci all’interno della Rai. Da una parte c’è il dossier del Comitato Etico e la possibilità di un cambio alla guida di Report; dall’altra, un confronto politico sempre più acceso sul ruolo del giornalista e sui suoi rapporti con Lavitola. Sullo sfondo resta la necessità per la Rai di definire rapidamente la squadra che dovrà lavorare alla nuova stagione del programma, attesa in onda dall’8 novembre.
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