Il caso che coinvolge Sigfrido Ranucci e Clementina Forleo si sposta sul terreno giudiziario. Il conduttore di Report ha infatti incaricato i propri legali di procedere nei confronti della magistrata per un intervento pubblicato sui social, nel quale Forleo aveva sollevato interrogativi sul comportamento del giornalista e sui suoi rapporti con Valter Lavitola.
Il post di Forleo e le domande su Ranucci
La vicenda nasce da un messaggio pubblicato domenica 16 agosto su Facebook da Clementina Forleo, consigliera della Corte d’appello di Roma. Nel suo intervento, la magistrata si era interrogata sulla possibilità che Ranucci fosse vittima di un ricatto e sulle ragioni per cui volesse continuare a guidare Report, trasmissione del servizio pubblico, facendo riferimento alla possibilità di rendere pubbliche alcune chat.
Forleo aveva inoltre chiesto chi fossero le persone indicate dal giornalista con il termine “tutti”. Proprio quelle considerazioni hanno spinto Ranucci a rivolgersi ai propri avvocati e ad avviare un’azione legale nei confronti della magistrata, secondo quanto appreso dall’ANSA da fonti vicine al conduttore.
La replica della magistrata: “Una riflessione su una notizia”
Forleo ha successivamente replicato alla notizia della querela, spiegando di aver espresso una semplice considerazione a partire da informazioni già pubblicate. La magistrata ha ricordato che il suo post prendeva spunto da un articolo del Foglio firmato da Carmelo Caruso, successivamente ripreso anche da Salvo Sottile sulla propria pagina Facebook.
Secondo Forleo, quelle informazioni non sarebbero mai state smentite dall’interessato. La consigliera della Corte d’appello di Roma ha quindi sottolineato che, in uno Stato di diritto, ciascuno è chiamato a rispondere delle proprie condotte, comprese quelle legate alla scelta di presentare una querela.
Bignami attacca Ranucci: “Surreale che quereli Forleo”
La decisione del conduttore ha provocato anche una reazione politica. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha definito “surreale” la scelta di Ranucci di procedere contro Forleo invece di fornire chiarimenti su quelle che considera le zone d’ombra della vicenda.
Bignami ha sostenuto che la magistrata, forte della propria esperienza, avrebbe evidenziato alcune anomalie legate al caso Ranucci-Lavitola. Il deputato di FdI ha inoltre chiamato in causa l’Associazione nazionale magistrati, chiedendosi se l’Anm interverrà a tutela della magistrata oppure assumerà nuovamente una posizione favorevole nei confronti di Ranucci.
Malan: “Perché non querela Lavitola?”
Sul caso è intervenuto anche Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. Il parlamentare ha posto l’accento sulle dichiarazioni attribuite a Valter Lavitola, ricordando la frase secondo cui, se fosse stato lui a piazzare la bomba, allora l’avrebbe fatto anche Ranucci.
Malan ha quindi contestato la scelta del giornalista di rivolgersi alla magistrata anziché a Lavitola e ha nuovamente coinvolto l’Anm nella polemica, chiedendo da quale parte intendesse schierarsi: quella dei magistrati oppure quella di chi, secondo il senatore, ha rapporti di amicizia con persone condannate e presenta querele contro i magistrati.
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