Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la decisione di chiedere Safe per 14,9 miliardi. Il braccio di ferro interno al governo sull’adesione dell’Italia al programma europeo Safe per la Difesa si è concluso con la vittoria della linea dettata da Guido Crosetto.
Tajani, “Abbiamo deciso di chiedere il Safe per 14,9 miliardi”
A discapito delle posizioni più prudenti del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’esecutivo ha deciso di chiedere all’Unione Europea l’intero pacchetto di prestiti per il riarmo, pari a 14,9 miliardi di euro. L’annuncio ufficiale è arrivato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che si è presentato insieme a Crosetto durante un’audizione alle commissioni Esteri di Camera e Senato sugli esiti del vertice Nato di Ankara.
“Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto per come investirli nell’anno successivo“, ha detto Tajani. Ha poi precisato che il governo ha “prenotato” 14,9 miliardi” delle risorse Safe, e che deciderà entro la fine dell’anno cosa utilizzare, lasciando intendere, in linea con le parole del ministro Crosetto, che non è stata presa ancora una decisione su quanto utilizzare. “Come ho sempre detto e come dicono i miei colleghi Giorgetti e Crosetto, ne useremo probabilmente di meno: 6-7-8-9“, ha aggiunto.
La proposta sarà formulata entro la fine dell’anno
Questa scelta, che si concretizzerà con una proposta formale entro la fine dell’anno, mette fine a mesi di tensioni all’interno della maggioranza. Viene così definitivamente smentita l’ipotesi, circolata con insistenza di recente, di un’adesione soltanto parziale al fondo europeo. Fino a poco tempo fa, infatti, si era parlato di richiedere una cifra decisamente inferiore, intorno ai 5 miliardi di euro, per limitare l’esposizione dell’Italia a nuovi debiti.
Tuttavia, come ha tenuto a precisare lo stesso ministro della Difesa, la richiesta dell’intero importo rappresenta al momento una “scelta puramente tecnica” e non comporta un aumento automatico della spesa militare già prevista a bilancio. Il fondo Safe, infatti, funzionerà come uno strumento di finanziamento alternativo alla classica emissione di titoli di Stato (come BoT e CcT). L’ammontare che verrà effettivamente utilizzato, stimato da Crosetto in una forbice tra i 5 e gli 8 miliardi, dipenderà in modo pragmatico dalla reale convenienza finanziaria dei tassi europei rispetto a quelli nazionali.
