La Corte d’Appello ha confermato che Achraf Hakimi sarà processato per stupro presso il tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine, vicino a Parigi, dopo le indagini iniziate nel 2023.
Hakimi ha sempre negato le accuse e ha scritto su X di sentirsi «un bersaglio facile», aggiungendo che aspetta il processo «e ora potrò parlare». La conferma è giunta al termine di una decisione resa a porte chiuse.
La ricostruzione dell’accusa nei confronti di Hakimi
Secondo la denuncia, presentata nel febbraio 2023 da una donna allora ventiquattrenne, la vicenda ha avuto origine dopo un incontro su Instagram: la donna ha raccontato di essere andata a casa del giocatore con un’auto privata prenotata da lui, di essere stata baciata e toccata senza consenso e poi violentata, prima di riuscire a respingerlo e andare via con un’amica contattata via messaggio. La donna si è rivolta alla polizia e Hakimi è stato formalmente incriminato e posto sotto sorveglianza giudiziaria pochi giorni dopo, a marzo 2023.
Dichiarazioni e reazioni
La Corte d’Appello ha spiegato che «le indagini condotte durante l’istruttoria preliminare e l’istruttoria giudiziaria hanno portato la camera inquirente a concludere che vi siano prove sufficienti» per il rinvio a giudizio. L’avvocata di Hakimi, Fanny Colin, ha detto: «Questa conferma era attesa. Non si afferma che sia colpevole di nulla; si difende con fermezza», aggiungendo che il suo cliente «ha molto da dire».
Rachel-Flore Pardo, l’avvocato della persona offesa, ha commentato che «un totale di sei giudici hanno stabilito che le prove in questo caso sono talmente consistenti da giustificare l’incriminazione». La donna, indicata con un nome di fantasia, ha dichiarato a Mediapart di volere «un processo per difendermi, per essere ascoltata» e di voler essere creduta.
Pur non avendo rilasciato commenti ufficiali, il club parigino intende tutelare privatamente il proprio giocatore, affidandosi alla presunzione di innocenza. La data del processo non è ancora stata fissata.
