La vittoria della Spagna ai Mondiali del 2026 non ha soltanto riportato la Roja sul tetto del mondo per la seconda volta nella sua storia. Il successo per 1-0 contro l’Argentina, arrivato ai tempi supplementari grazie al gol di Ferran Torres, ha aperto anche uno scenario mai verificatosi nei cento anni della competizione.
Nel 2030, infatti, la nazionale spagnola disputerà il Mondiale da campione in carica e, allo stesso tempo, da rappresentante di uno dei Paesi organizzatori. La prossima edizione sarà ospitata principalmente da Spagna, Portogallo e Marocco, mentre Argentina, Paraguay e Uruguay accoglieranno una partita ciascuno per celebrare il centenario del primo torneo, disputato nel 1930.
Per la prima volta nella storia, dunque, la squadra chiamata a difendere il titolo potrà farlo anche davanti al proprio pubblico.
Nessun campione in carica aveva mai ospitato il Mondiale successivo
Dal 1930 a oggi non era mai accaduto che la nazionale vincitrice di una Coppa del Mondo fosse anche tra le organizzatrici dell’edizione immediatamente successiva.
Quando la Spagna ospitò il torneo nel 1982, ad esempio, la detentrice del titolo era l’Argentina, campione quattro anni prima davanti al pubblico di Buenos Aires. Il Mondiale spagnolo fu poi conquistato dall’Italia di Enzo Bearzot.
Anche nel 2014 le parti erano invertite: la Spagna si presentò in Brasile con il titolo vinto nel 2010 in Sudafrica, ma disputò la competizione lontano da casa e venne eliminata già nella fase a gironi.
Il primato del 2030 sarà ancora più significativo perché coinciderà con il centenario della Coppa del Mondo. La Roja entrerà così in una posizione senza precedenti: campione da battere, squadra ospitante e possibile protagonista simbolica dell’edizione celebrativa.
Le sei nazionali che hanno vinto il Mondiale in casa
Nella storia non sono mancate le squadre capaci di sfruttare il fattore campo e conquistare il titolo davanti ai propri tifosi. È successo sei volte.
La prima fu l’Uruguay nel 1930. La Celeste vinse il torneo inaugurale battendo l’Argentina nella finale di Montevideo. In quel caso, naturalmente, non esisteva ancora una nazionale campione in carica.
Quattro anni dopo toccò all’Italia, vincitrice a Roma contro la Cecoslovacchia. Gli azzurri, però, arrivavano al torneo senza avere conquistato l’edizione precedente, vinta dall’Uruguay.
L’Inghilterra sollevò la sua unica Coppa del Mondo nel 1966, superando la Germania Ovest a Wembley. Proprio i tedeschi si imposero davanti al proprio pubblico nel 1974, ma la squadra campione in carica all’inizio del torneo era il Brasile.
Nel 1978 fu l’Argentina a vincere in casa, battendo l’Olanda nella finale di Buenos Aires. L’ultimo precedente risale invece al 1998, quando la Francia di Didier Deschamps e Zinedine Zidane travolse il Brasile per 3-0 nella finale di Saint-Denis.
Uruguay, Italia, Inghilterra, Germania Ovest, Argentina e Francia hanno quindi conquistato il titolo da padrone di casa. Nessuna di queste, tuttavia, aveva iniziato il torneo con la Coppa già in bacheca dall’edizione precedente.
Solo Italia e Brasile hanno difeso il titolo
La sfida che attende la Spagna sarà ancora più complicata considerando che soltanto due nazionali sono riuscite a vincere due Mondiali consecutivi.
L’Italia conquistò le edizioni del 1934 e del 1938, confermandosi campione in Francia. Il Brasile riuscì nella stessa impresa nel 1958 e nel 1962, trionfando prima in Svezia e poi in Cile. In entrambi i casi, dunque, il titolo venne difeso lontano da casa.
La Spagna avrà la possibilità di diventare la terza nazionale capace di vincere due Coppe del Mondo consecutive e la prima a riuscirci sul proprio territorio. Prima ancora di conoscere il risultato del 2030, però, la Roja ha già conquistato un posto particolare nella storia: nessun campione del mondo aveva mai avuto l’occasione di difendere la corona giocando anche nel proprio Paese.
