La Polizia di Stato e agenti della Polizia di Frontiera di Malpensa hanno eseguito arresti nei confronti di dieci donne ritenute responsabili di oltre un centinaio di furti ai danni dei passeggeri all’aeroporto di Malpensa. Entravano negli ascensori insieme ai viaggiatori e, nella confusione tra valigie e file, approfittavano di borse e giacche per sfilare portafogli, contanti e oggetti di valore in pochi secondi. Le misure cautelari in carcere sono state disposte nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Busto Arsizio e dalla Procura per i Minorenni di Milano.
La Polizia di frontiera di Milano Malpensa ha arrestato 10 donne, anche minorenni, ritenutete responsabili di un centinaio di furti presso l’aeroporto
Sfruttando l’affollamento negli ascensori distraevano le vittime per sottrarre portafogli denaro e oggetti di valore#19agosto pic.twitter.com/QCQToCmL4v— Polizia di Stato (@poliziadistato) August 19, 2026
Arrestate dieci donne responsabili di oltre cento furti ai passeggeri all’aeroporto di Malpensa
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo privilegiava i momenti di maggiore affollamento per agire con rapidità: gli ingressi negli ascensori e i passaggi su percorsi stretti consentivano di nascondere i movimenti dietro borse o giacche. Gli agenti hanno identificato il meccanismo attraverso l’analisi delle immagini: fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza sono stati confrontati con i fotosegnalamenti disponibili, permettendo di riconoscere le persone coinvolte nei diversi episodi. Sul piano operativo, i furti descritti comprendono la sottrazione di portafogli, contanti e piccoli oggetti di valore che potevano essere rapidamente occultati e spostati.
Le caratteristiche dell’azione – rapidità, ripetitività e scelta di spazi affollati – hanno indotto gli inquirenti a ricostruire una lunga serie di episodi collegati tra loro. Per questo motivo la ricostruzione non si è limitata a singoli casi isolati ma ha cercato riscontri sistematici nella sequenza dei movimenti registrati dalle telecamere, integrati dalle attività di osservazione e appostamento.
Le indagini, gli arresti e il coordinamento tra uffici
Per giungere alle misure cautelari in carcere sono stati necessari servizi di osservazione, appostamento e pedinamento che hanno fornito elementi supplementari alle immagini video. La Polizia di Frontiera di Malpensa ha svolto un ruolo centrale nell’analisi delle registrazioni, mentre per l’esecuzione degli arresti sono stati coinvolti diversi uffici di polizia dislocati in altre zone d’Italia, a testimonianza della mobilità del gruppo.
Le procure titolari dell’inchiesta hanno coordinato la raccolta delle prove e la richiesta delle misure: la Procura di Busto Arsizio e la Procura per i Minorenni di Milano hanno firmato gli atti che hanno portato alle ordinanze. Gli elementi raccolti ora vengono valutati per ricostruire nel dettaglio la serie di episodi attribuiti al gruppo e per verificare eventuali responsabilità in altri scali o in luoghi particolarmente affollati.
Mobilità del gruppo e sviluppi dell’inchiesta
Un aspetto che ha complicato le indagini è risultata essere la capacità delle sospettate di spostarsi rapidamente: per questo motivo gli uffici di polizia di varie province sono stati messi in rete per seguire i movimenti e coordinare gli arresti. I riscontri ottenuti con le confrontazioni fotografiche e le attività sul territorio hanno permesso di mettere insieme i tasselli di una serie estesa di episodi.
Le verifiche proseguiranno ora per accertare se le arrestate siano coinvolte in altri furti commessi in aeroporti o in luoghi affollati e per completare la ricostruzione di tutti i casi contestati. Nel frattempo le misure cautelari restano in esecuzione in forza delle decisioni prese nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalle procure competenti.
