La riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe arrivare prima del previsto, ma resta legata all’accoglimento delle richieste avanzate da Teheran. L’Iran si è detto disponibile a ripristinare la navigazione entro 48 ore, riducendo così i tempi rispetto ai sette giorni inizialmente contemplati durante i colloqui. A riferirlo è stato Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, che ha parlato di un possibile accordo subordinato alla risposta di Washington.
Baghaei: “La disponibilità in due giorni dimostra la nostra buona fede”
Secondo il portavoce della diplomazia iraniana, la possibilità di attuare il piano in appena due giorni rappresenta un’ulteriore dimostrazione della buona fede di Teheran. Baghaei ha inoltre precisato che i contatti tra le parti non si sono interrotti e che lo scambio di messaggi prosegue attraverso la mediazione di altri interlocutori.
La proposta prevede dunque un’accelerazione rispetto alla tempistica di sette giorni inizialmente indicata nel corso dei negoziati. La sua attuazione, tuttavia, dipenderà dalla disponibilità degli Stati Uniti ad accogliere le condizioni poste dall’Iran.
La riapertura dello Stretto di Hormuz dipende dalle richieste di Teheran
Baghaei ha spiegato che, in caso di risposta positiva alle richieste iraniane, sarebbe possibile ristabilire la sicurezza nello Stretto di Hormuz e riavviare in tempi molto brevi anche il percorso negoziale. La riapertura della strategica via marittima e la ripresa dei colloqui vengono quindi presentate da Teheran come due passaggi collegati, entrambi subordinati al raggiungimento di un’intesa con Washington.
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