Sette petroliere sarebbero state danneggiate durante la notte nello Stretto di Hormuz, alcune dopo essere state attaccate e altre in seguito all’impatto con mine navali. La notizia è stata diffusa dalla televisione di Stato iraniana, che ha citato una dichiarazione della Marina dei Guardiani della Rivoluzione. Se confermato, si tratterebbe del numero più alto di navi danneggiate in un solo giorno in quest’area dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio.
Sette petroliere danneggiate nello Stretto di Hormuz
Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, quattro delle sette petroliere erano impegnate nel trasferimento di petrolio quando sarebbero state prese di mira, prendendo fuoco. Le altre tre sarebbero invece rimaste danneggiate e bloccate dopo aver urtato mine navali.
Al momento, il rapporto non fornisce informazioni su eventuali vittime né indica le bandiere delle imbarcazioni coinvolte. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli che consentano di ricostruire con precisione la dinamica degli episodi.
La minaccia dei Guardiani della Rivoluzione agli Stati Uniti
Nella dichiarazione citata dalla televisione iraniana, la Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha avvertito che qualsiasi tentativo degli Stati Uniti di consentire il passaggio delle petroliere attraverso quelli che Teheran definisce «passaggi illegali» nello Stretto di Hormuz potrebbe provocare un ampliamento della risposta iraniana, fino a coinvolgere le basi americane presenti nella regione.
Dall’inizio della guerra, i Guardiani della Rivoluzione hanno preso ripetutamente di mira installazioni militari statunitensi situate nei Paesi del Golfo.
La guerra iniziata il 28 febbraio
Il conflitto è iniziato il 28 febbraio, quando gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi congiunti contro l’Iran. Gli episodi segnalati nella notte di giovedì, se verificati, rappresenterebbero un nuovo picco nel numero di imbarcazioni danneggiate in un solo giorno nello Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra.
