La riapertura dello Stretto di Hormuz resta legata all’accoglimento delle condizioni presentate dall’Iran nei colloqui diplomatici di Islamabad. A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo cui il passaggio marittimo potrebbe tornare operativo già il giorno successivo a un’eventuale risposta positiva dell’altra parte. Intanto, da Teheran arrivano anche dichiarazioni sulla capacità di reagire a eventuali attacchi e sull’acquisto di nuovi caccia russi Sukhoi Su-35, che dovrebbero essere consegnati al termine del conflitto.
Araghchi: “Sette condizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz”
Il governo iraniano non intende rinunciare alle sette condizioni presentate durante il vertice di Islamabad. Nel corso di un incontro con la Commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera dell’Assemblea consultiva islamica, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato che Teheran è pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz in tempi rapidi, ma soltanto in presenza di una risposta favorevole alle proprie richieste.
A riferire le parole del ministro è stato Hassan Qashqawi, portavoce della commissione, in dichiarazioni all’agenzia Irna. Secondo quanto riportato, Araghchi ha partecipato alla riunione presentando inizialmente una relazione sugli scambi economici dell’Iran con gli altri Paesi, per poi aggiornare i presenti sugli ultimi sviluppi sul fronte diplomatico.
Tra gli argomenti affrontati anche le visite in Iran di rappresentanti di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan e i colloqui che questi ultimi hanno avuto con il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Durante la riunione sono state inoltre esaminate le più recenti indicazioni della Guida Suprema e il livello di preparazione della Repubblica islamica, con particolare attenzione alle forze armate, in vista di possibili scenari.
La difesa dell’Iran: “Risponderemo a qualsiasi attacco”
Sul fronte militare, il ministro della Difesa Mehrdad Akhlaghi ha avvertito che qualsiasi azione contro l’Iran provocherà una reazione proporzionata, ma al tempo stesso risoluta ed efficace. Le dichiarazioni, riprese dall’agenzia Tasnim, contengono anche un messaggio rivolto a chi minaccia Teheran: nessun avversario, ha sostenuto Akhlaghi, potrà stabilire in anticipo l’entità della rappresaglia iraniana, i tempi in cui verrà attuata o le sue conseguenze.
L’Iran annuncia l’acquisto di caccia russi Su-35
Intanto, il portavoce dell’esercito iraniano Mohammad Akraminia ha confermato che il Paese ha acquistato aerei da combattimento russi Sukhoi Su-35, la cui consegna è prevista una volta terminata la guerra. In un’intervista al sito iraniano Tabnak, ripresa da diversi media arabi, il rappresentante militare ha spiegato che l’arrivo dei velivoli era stato programmato inizialmente per un periodo precedente all’inizio del conflitto.
Secondo Akraminia, le procedure preliminari sono già state completate, compreso l’addestramento dei piloti destinati a utilizzare i nuovi mezzi. Il portavoce ha quindi sostenuto che, una volta conclusa la guerra e ricevuti i caccia, l’aeronautica iraniana potrà contare su una flotta più moderna e potenziata.
La questione dell’acquisto dei Su-35, ha precisato, era stata avviata diversi anni fa. Sia la parte contrattuale sia le attività preparatorie per l’impiego degli aerei sarebbero state portate a termine attraverso gli organismi competenti, esterni alla struttura militare. A suo dire, non rimanevano quindi ostacoli alla consegna, che avrebbe dovuto concretizzarsi prima dello scoppio della guerra. Akraminia ha infine ribadito la convinzione che i velivoli arriveranno al termine del conflitto, contribuendo a rafforzare le capacità dell’aviazione militare iraniana.
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