L’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare il futuro, ma dietro le infrastrutture che la rendono possibile si nasconde una realtà molto meno tecnologica: quella di migliaia di operai impegnati nella costruzione dei data center, tra condizioni di lavoro precarie, incidenti e presunti abusi.
A raccontarla è un’inchiesta di Investigate Europe pubblicata il 30 ottobre 2026, realizzata in cinque mesi con partner giornalistici di nove Paesi. Attraverso testimonianze, documenti sanitari e buste paga, i giornalisti hanno ricostruito quanto accade in alcuni cantieri europei legati a colossi come Google, Microsoft e Amazon.
L’incidente nel data center Google: ustioni sul 12% del corpo
Uno degli episodi più drammatici riguarda un elettricista romeno di 34 anni, identificato con il nome fittizio di Sandu Dumitrescu, impegnato in un cantiere Google a Saint-Ghislain, in Belgio.
Nel marzo 2026, dopo quasi dieci ore di lavoro, gli viene chiesto di effettuare ulteriori controlli elettrici. Durante un test, un violento arco elettrico lo investe al viso e alla parte destra del corpo.
L’uomo riporta ustioni sul 12% del corpo e viene ricoverato in coma farmacologico per cinque giorni. A distanza di mesi, continua a soffrire di dolore, difficoltà motorie e conseguenze psicologiche.
Secondo il suo racconto, gli era stato assicurato che le linee fossero disattivate. L’ispettorato belga ha però chiuso l’indagine senza riscontrare illeciti. Google e Dornan Engineering hanno ribadito il proprio impegno per la sicurezza e il rispetto delle normative.
Microsoft in Svezia: alloggi infestati dai topi e casi di tubercolosi
Nel progetto Microsoft di Gävle, in Svezia, diversi lavoratori romeni impiegati da società subappaltatrici hanno denunciato alloggi sovraffollati, infestazioni di topi e riscaldamenti insufficienti.
Alcuni raccontano di vivere in strutture dove 24 persone condividono una cucina e 14 uomini utilizzano un unico bagno.
Nel febbraio 2026, un operaio è risultato positivo alla tubercolosi attiva. L’inchiesta ha documentato anche un caso di infezione latente, mentre altri lavoratori hanno segnalato sospetti contagi non tutti confermati dalle autorità sanitarie.
I giornalisti hanno inoltre ricostruito il trasferimento di circa 40 operai verso un altro cantiere Microsoft in Danimarca. Secondo alcuni testimoni, tra loro vi sarebbero state persone con sintomi sospetti o risultate positive ai test.
Turni fino a 60 ore, stipendi contestati e intimidazioni
L’indagine denuncia anche un clima di pressione psicologica in alcuni cantieri.
Diversi operai raccontano di essere stati sottoposti a sistemi disciplinari basati su cartellini gialli e rossi, interrogatori e richieste di ammettere responsabilità per presunte violazioni.
Dall’analisi delle buste paga emergono inoltre settimane lavorative fino a 60 ore senza straordinari retribuiti. Secondo il sindacato Solidariska byggare, alcuni lavoratori migranti avrebbero percepito stipendi fino al 30% inferiori rispetto ai colleghi svedesi.
Nel solo cantiere Microsoft di Gävle operano 148 imprese, una rete di appalti e subappalti che rende complesso individuare le responsabilità.
Collen Construction, principale appaltatore del progetto, ha respinto le accuse, dichiarandole incompatibili con i propri standard.
Anche Milano nell’inchiesta: il cantiere Amazon di Pero
L’indagine coinvolge anche l’Italia, concentrandosi su un data center Amazon in costruzione a Pero, nell’hinterland milanese.
Secondo Investigate Europe, in uno dei due cantieri i sindacati non sarebbero mai riusciti ad accedere per parlare direttamente con i lavoratori.
Carlo Rioldi, rappresentante della Cisl, ha spiegato che molti operai eviterebbero di denunciare eventuali problemi per timore di ritorsioni o per scarsa conoscenza dei propri diritti.
Amazon ha ribadito di richiedere ai fornitori il rispetto degli standard internazionali sul lavoro.
Un settore da 100 miliardi di euro: la risposta europea
L’espansione dei data center potrebbe attirare 100 miliardi di euro di investimenti entro il 2030. La crescita del settore pone però interrogativi sulla sicurezza e sui controlli.
La Commissione europea sta lavorando al Quality Jobs Act, un’iniziativa per rafforzare le tutele e le responsabilità nelle catene di subappalto.
Intanto, in Svezia, il sindacato Solidariska byggare ha raggiunto con Benbau un accordo da circa 1,3 milioni di euro per 78 lavoratori romeni, comprendente arretrati, risarcimenti e maggiori garanzie sindacali.
L’inchiesta non dimostra che tutti i cantieri presentino le stesse irregolarità, ma solleva una questione centrale: mentre l’Europa investe miliardi nell’intelligenza artificiale, chi garantisce i diritti delle persone che ne costruiscono le infrastrutture?
