Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è intervenuto nel corso della sua consueta trasmissione settimanale sulle mobilitazioni di piazza, le aggressioni agli agenti e il caso Youssef. “Che cosa dovrebbe fare un poliziotto quando viene aggredito con spranghe, chiavi inglesi e pietre? Avrà il diritto di tutelare la propria incolumità?”, si è chiesto De Luca, ricordando che molti agenti provengono da famiglie di condizioni economiche modeste e indossano la divisa per senso del dovere. Poi l’ironia sulle “mammine di Bologna”, critiche nei confronti delle cariche: “Per tranquillizzarle proporrei di cambiare la dotazione degli agenti. Anziché mandarli attrezzati con l’abbigliamento antisommossa, diamo loro un panierino di petali di rose. Quando arriva quello con la spranga che aggredisce, noi lanciamo petali di rose”. Sul caso Youssef, il sindaco di Salerno ha premesso di rispettare la decisione del magistrato che ne ha disposto la liberazione, non essendoci prove sufficienti a sostenere l’accusa di terrorismo. Poi il paragone con Che Guevara: “Siamo passati da Che Guevara a Youssef. Non ci sono più neanche i rivoluzionari, abbiamo queste mezze pippe”.