Le proteste dei lavoratori hanno riportato al centro del confronto il futuro dell’ex Ilva, ma per i sindacati adesso servono impegni concreti su occupazione e rilancio industriale. Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto tornano a chiedere interventi straordinari dopo il tavolo tecnico del 20 ottobre al Ministero del Lavoro, dedicato alle misure per i dipendenti di Acciaierie d’Italia, Ilva in amministrazione straordinaria e delle imprese dell’appalto.
Incentivi all’esodo e pensionamenti anticipati
Durante l’incontro al Ministero è stata avviata una prima fase di ascolto sugli strumenti straordinari da mettere a disposizione dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali propongono misure per gestire le uscite volontarie attraverso incentivi all’esodo, pensionamenti anticipati e il riconoscimento dei lavori usuranti. Per le aziende dell’indotto, invece, chiedono di rivedere i requisiti per accedere alla cassa integrazione straordinaria in deroga. Secondo i sindacati, gli attuali vincoli rischiano di escludere un numero elevato di dipendenti, con il pericolo che questi ultimi si ritrovino esposti a procedure di licenziamento collettivo.
Il confronto con il governo a Palazzo Chigi
Il prossimo appuntamento è fissato per il 27 ottobre a Palazzo Chigi. In quella sede, Fim, Fiom, Uilm e Usb intendono confrontarsi con il governo sulla base della piattaforma rivendicativa condivisa con i lavoratori durante le assemblee. I rappresentanti sindacali ritengono che l’esecutivo potrebbe non essere ancora a conoscenza delle motivazioni della Cassazione. Al centro del confronto ci sarà anche la richiesta di un intervento pubblico che assicuri una transizione ecologica e sociale sostenibile per lo stabilimento e per il territorio.
Piano industriale e decarbonizzazione: il ruolo del Dri
Per le organizzazioni sindacali, il futuro occupazionale dell’ex Ilva dipende dalla definizione di un piano industriale credibile. “Senza un piano industriale non c’è futuro per i lavoratori”, ribadiscono, indicando il Dri, cioè l’impianto per la produzione di ferro preridotto, come una struttura indispensabile per procedere con l’installazione dei forni elettrici. Un altro punto riguarda le garanzie sulla nuova cassa integrazione straordinaria. I sindacati chiedono certezze sia sul numero di lavoratori interessati dal provvedimento sia sul pagamento diretto delle prestazioni da parte dell’Inps.
Offerte per l’acquisizione entro l’8 novembre
La scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisizione del gruppo è fissata all’8 novembre. In vista di questo passaggio, le organizzazioni sindacali attendono risposte sul futuro dell’impianto e sulle prospettive dei lavoratori. Le prossime iniziative di mobilitazione saranno decise sulla base degli esiti degli incontri. L’obiettivo dichiarato è impedire la dismissione dello stabilimento di Taranto. In assenza di risposte certe, avvertono Fim, Fiom, Uilm e Usb, la protesta si farà ancora più incisiva per dare voce alle preoccupazioni dei dipendenti.
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