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Milano, Sala favorevole alla linea dura del governo: “Prima la repressione”

"Non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari", ha aggiunto il sindaco del capoluogo lombardo, che si è detto favorevole alle nuove misure restrittive in materia di sicurezza approvate da Giorgia Meloni

21 Ottobre 2026 (Ultima modifica il 21 Ottobre 2026 | 14:14)
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Beppe Sala

Instagram @beppesala

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

“Non voglio rischiare di essere ambiguo, non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari, avranno un ruolo anche dinamico“, ha dichiarato il sindaco di Milano Beppe Sala, riferendosi al contingente aggiuntivo che il governo Meloni ha deciso di inviare nel capoluogo lombardo dopo le proteste del 17 e 18 ottobre, degenerate in scontri con le forze dell’ordine e saccheggi. Il primo cittadino è intervenuto mercoledì 21 ottobre, al termine della riunione in prefettura sull’ordine e la sicurezza pubblica, alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Sala sulle proteste e gli scontri a MIlano: “Prima la repressione e il controllo, poi il resto”

Il sindaco ha sottolineato che prima bisogna pensare alla repressione e, in un secondo momento, alla riflessione sul disagio generazionale emerso durante le proteste.

“Umanamente c’è una parte che deve essere di repressione e di controllo e poi bisogna cercare tutti insieme di capire come porre mano a un problema generazionale che è molto evidente“, ha dichiarato.

Sulla protesta indetta per il 24 ottobre

Per sabato 24 ottobre è stata annunciata una nuova manifestazione contro il carovita a Milano, promossa dal movimento nato sui social in occasione delle proteste dello scorso fine settimana, che ora si presenta con il nome di “Movimento 17 ottobre“.

“Si teme che ci siano in piazza qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel weekend, qualcuno che combatterà questa presenza e poi anarchici”: il primo cittadino ha commentato così la protesta che si terrà sabato.

“Può essere una giornata delicata per la città”, ha poi avvertito Sala, sottolineando che sarà anche “il primo test per capire se riusciremo a gestire in maniera diversa le cose“. Il sindaco di Milano ha anche invitato i cittadini a evitare allarmismi e a non rinunciare a frequentare il centro: “Bisogna evitare la psicosi di chiudere i negozi: è troppo per una città come Milano, una città che ha una storia di partecipazione della vita nelle piazze“.

Piantedosi e Sala allineati

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha escluso contrasti con il sindaco Sala sulla gestione della sicurezza a Milano, parlando di una “piena unità di vedute” tra governo e amministrazione comunale.

“La polizia locale di Milano è stata già nei giorni scorsi molto collaborativa, molto importante nelle azioni di concorso che ha fatto alle attività delle forze di polizia“, ha concluso il ministro.

Milano, cosa prevede il nuovo decreto sicurezza del governo Meloni

Le dichiarazioni di Sala arrivano in concomitanza con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un nuovo decreto legge sulla sicurezza, annunciato ieri su Instagram dalla premier Giorgia Meloni.

Oltre all’impiego di 500 militari aggiuntivi a Milano fino al 31 dicembre 2026 a cui ha fatto riferimento il primo cittadino, il decreto introduce un nuovo reato, previsto dall’articolo 420-bis del Codice penale, denominato “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”.  La norma punisce con pene da due a cinque anni di carcere e multe fino a 20mila euro chi, durante una manifestazione, utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti.

Le sanzioni diventano ancora più severe per chi, anche attraverso strumenti informatici o telematici, organizza o promuove gruppi “finalizzati a compiere violenze durante le proteste”: in questi casi, la reclusione prevista va da quattro a dodici anni. Il provvedimento estende inoltre l’arresto in flagranza differita, consentendo alle forze dell’ordine di intervenire entro 48 ore dai fatti sulla base di documentazione fotografica o video, anche per il nuovo reato e per alcune ipotesi di danneggiamento, devastazione e saccheggio.

Piantedosi sui ragazzi protagonisti delle proteste: “Nessuna manipolazione esterna”

Secondo il ministro dell’interno, non ci sarebbe alcuna evidenza che i minorenni protagonisti delle proteste degenerate in scontri del 17 e 18 ottobre siano stati manovrati dall’esterno.  Lo ha riferito al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Milano, tornando sull’ipotesi che vi fosse una regia social dietro gli scontri in Via Torino. Piantedosi ha rimarcato la “spontaneità di questi ragazzi”.

L’organizzazione delle proteste, infatti, è avvenuta sicuramente tramite social, ma alcuni dei manifestanti hanno riferito di aver partecipato perlopiù tramite “un passa parola” di contenuti che avevano cercato o trovato su Tik Tok e Telegram.

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