“Voglio dire senza ambiguità che in questa fase critica viene prima di tutto il controllo e la repressione di questi fenomeni”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell’incontro in prefettura con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, definito “una buona riunione con spirito collaborativo”. Sala ha detto di non essere contrario all’arrivo di 400 militari, che “avranno un ruolo anche dinamico”, e ha ricordato che “non possiamo immaginare che ogni sabato si ripetano situazioni del genere”. Il sindaco ha poi allargato l’analisi: tra i fermati, ha riferito, solo il 20% è di Milano, e il fenomeno è quindi “molto più largo” di una questione di periferie. Ha sollecitato un intervento della politica sull’uso distorto dei social e proposto di “ripartire dalle scuole”, citando le telefonate di colleghi sindaci con genitori preoccupati. In piazza, ha osservato, “non c’erano tante ragioni politiche e forse nemmeno sociali”, ma “la trasformazione dal videogioco alla realtà”. “Non esiste un paese democratico in cui la sola repressione risolve queste cose”, ha aggiunto, dando atto a Piantedosi e al capo della Polizia Pisani della volontà di porre attenzione a Milano. Infine l’appello a evitare “la psicosi del chiudiamo perché è troppo rischioso” e l’allarme sui ragazzi “manovrabili”.