Un ragazzino di 11 anni è stato rintracciato dai carabinieri lunedì 19 ottobre nella scuola del quartiere Barona che frequenta, nella periferia sud-occidentale di Milano. Gli investigatori sono risaliti alla sua identità attraverso alcuni video circolati su Instagram e Tik Tok. Il ragazzino, che frequenta la seconda media, è il più giovane tra i manifestanti identificati dopo le proteste e i saccheggi avvenuti nel centro della città tra sabato 17 e domenica 18 ottobre.
Le immagini e l’identificazione del bambino a scuola
I filmati diventati virali sui social lo mostrano in diversi momenti dei disordini e in uno di questi usciva da un negozio con alcune cinture al collo, che gli investigatori sospettano siano state sottratte durante le proteste, poi degenerate nel saccheggio degli esercizi commerciali in Piazza Duomo e Via Torino.
I carabinieri lo hanno raggiunto direttamente nell’istituto scolastico, ma non risulta che sia stato arrestato, perquisito o accompagnato in questura. Il bambino, infatti, non è penalmente imputabile, come previsto dal Codice penale. Potrebbe tuttavia essere segnalato alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali.
L’eventuale intervento delle autorità minorili dovrà tenere conto dei fatti contestati, ma soprattutto dell’età del ragazzino e delle specifiche esigenze di tutela.
I minorenni in questura e le attese dei genitori per gli scontri a Milano
Le identificazioni si inseriscono nelle attività svolte dalle forze dell’ordine durante il fine settimana, che hanno compreso anche gli arresti e i fermi. Secondo i dati del Dipartimento di Pubblica sicurezza, domenica 18 ottobre sono state accompagnate in questura 271 persone, di cui 220 minorenni. Per 174 di loro sarebbe stato applicato il fermo di prevenzione previsto dal decreto-legge 23/2026.
Numerosi genitori hanno atteso per ore fuori dalla questura di via Fatebenefratelli per avere informazioni sui figli. Alcuni hanno raccontato di aver saputo del fermo soltanto durante la notte, dopo aver tentato senza successo di contattarli.
Un ragazzo di 22 anni ha riferito di essere stato fermato domenica alle 15:30 e di essere uscito dagli uffici della questura alle 9:50 del mattino successivo, oltre 18 ore dopo. Secondo il suo racconto, ha trascorso la notte insieme ad altre 27 persone, con poche coperte a disposizione e in scarse condizioni igienico sanitarie.
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