L’Unione Europea ha aperto un’indagine su Booking.com, la nota piattaforma di prenotazione online di alloggi turistici. L’indagine riguarda sospetti su truffe e annunci sponsorizzati. A comunicarlo, mercoledì 21 ottobre, è stata la Commissione europea, che esaminerà anche la trasparenza delle inserzioni sponsorizzate presenti sulla piattaforma.
Pechè l’Ue ha aperto un fascicolo su Booking.com
Il fascicolo è stato aperto con l’obiettivo di verificare se la piattaforma stia adottando misure sufficienti per contrastare gli annunci fraudolenti e le truffe di phishing. L’esecutivo europeo ha precisato che il fascicolo è stata aperto dopo un esame preliminare e l’analisi delle relazioni sulla valutazione dei rischi presentate dalla società negli ultimi quattro anni.
Dal pishing al furto d’identità: cosa è emerso nell’indagine a Booking.com
L’indagine si concentrerà principalmente su tre aspetti della piattaforma; il primo riguarda gli annunci fraudolenti, come quelli relativi a strutture ricettive inesistenti, le frodi basate sul furto d’identità e le offerte di alloggio non conformi alle normative europee.
Il secondo riguarda le truffe di phishing, ovvero i tentativi di sottrarre informazioni personali e dati bancari agli utenti attraverso comunicazioni ingannevoli. In particolare, la Commissione vuole verificare i rischi associati all’utilizzo fraudolento dei dati delle prenotazioni e degli ospiti condivisi da Booking.com con le strutture ricettive.
Infine, le autorità europee esamineranno gli annunci che ottengono maggiore visibilità attraverso promozioni a pagamento, ma che non vengono chiaramente identificati come contenuti pubblicitari.
“I cittadini devono poter prenotare le vacanze senza essere truffati”
“I cittadini europei devono poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati”, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea responsabile della sovranità tecnologica, della sicurezza e della democrazia.
L’indagine si inserisce nel quadro del Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme online obblighi specifici per contrastare i contenuti illegali e i rischi associati ai propri servizi.
“Il Digital Services Act stabilisce responsabilità chiare per le piattaforme nella gestione di questi rischi e dobbiamo assicurarci che la principale piattaforma di prenotazioni in Europa prenda sul serio tali responsabilità“, ha aggiunto Virkkunen.
Cosa rischia Booking.com
In caso di violazioni accertate, Booking.com rischia una sanzione fino al 6% del proprio fatturato annuo globale. La Commissione europea potrebbe anche imporre alla piattaforma misure correttive obbligatorie e sottoporla a un periodo di vigilanza. In caso di un successivo mancato rispetto dei provvedimenti, potrebbero scattare ulteriori sanzioni periodiche.
