Marracash si è schierato su Instagram a proposito delle proteste e delle devastazioni avvenute nel centro di Milano tra sabato e domenica, nel contesto delle manifestazioni contro il caro vita. “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose”, ha scritto il rapper milanese. Il post ha ricevuto commenti di critica e indignazione, ai quali l’artista ha risposto ribadendo le proprie posizioni.
Anche Francesco Stasi, in arte Kid Yugi, è intervenuto sulle manifestazioni di questi giorni in Italia. Il suo messaggio riguarda la Puglia e le proteste contro il caro carburanti: in una storia su Instagram, il rapper ha denunciato le condizioni di camionisti e agricoltori e attaccato la classe politica.
Marracash e la risposta alle critiche sulla violenza
Il rapporto con la protesta sui social è il punto di partenza del messaggio di Marracash. Il rapper ha scritto di non averci mai creduto, giudicandola troppo facile e priva di costi, pur rispettando chi cerca di far sentire la propria voce con ogni mezzo. Per lui, l’impegno e l’autorevolezza si dimostrano e si guadagnano nel tempo, attraverso le scelte, l’etica, il lavoro e ciò che si dice e si fa ogni giorno, non soltanto pubblicando nei momenti critici.
I suoi canali preferiti restano i testi, la musica, i concerti e le interviste; ai social assegna invece la funzione di un ufficio stampa. “Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita”, ha scritto. Ha poi ricordato di aver detto da un palco, un anno fa, che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio, e di aver pubblicato due anni fa un disco catastrofista già dal titolo.
La risposta agli indignati è arrivata sotto lo stesso post: “Io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista”. Sulla condanna della violenza, Marracash ha aggiunto: “La violenza va condannata, ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale”. Ha descritto una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci e marginalizzata davanti a simboli di prestigio irraggiungibili, con il principio secondo cui si vale soltanto ciò che si possiede. “Esistono molte forme di violenza”, ha concluso.
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Kid Yugi sulle proteste per il caro carburanti in Puglia
Il messaggio di Kid Yugi parte dal suo rientro a Massafra. Il rapper ha precisato che gli era stato riferito nel dettaglio quanto accaduto nei giorni precedenti: le strade bloccate, i supermercati vuoti, le stazioni di benzina senza carburante e le file interminabili di camionisti e agricoltori. Persone che, nel suo racconto, chiedevano in ginocchio le tutele negate e la dignità di cui erano state private.
Kid Yugi ha denunciato il silenzio delle istituzioni e l’indifferenza dei mezzi d’informazione tradizionali. “Lo stato italiano è ormai uno stato fallito. Il patto sociale è stato infranto”, ha scritto. Ha poi accusato la classe politica di non essere più al servizio del popolo, mettendo in dubbio che lo sia mai stata e definendo la contraddizione particolarmente evidente in questo momento. Nelle sue parole, la politica è “prostituita a tutti i poteri sovranazionali che la finanziano e la manovrano”.
La storia Instagram termina con un attacco ai politici e un riferimento alla Puglia e al meridione: “Mi fate schifo, la mia gente non merita questo, la Puglia non merita questo, il meridione non merita questo. Però so che prima o poi scoprirete cosa meritate voi, e sarà troppo tardi per fare ammenda”.
