Il vertice straordinario sull’ordine pubblico e la sicurezza, voluto ieri dalla presidente Meloni dopo le manifestazioni violente e le devastazioni dei giorni scorsi, ha previsto il dispiegamento di 500 militari a Milano. Lo ha riferito in una nota il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, con delega all’operazione Strade Sicure: l’obiettivo è rafforzare il presidio della città e contrastare le azioni di guerriglia.
Rauti ha rivendicato la scelta del governo Meloni di impiegare i militari a Milano: “Alla sterile retorica degli annunci e delle ‘vetrine’ preferiamo decisioni concrete e determinate”. Il Consiglio dei ministri esaminerà oggi un nuovo decreto legge per rafforzare gli strumenti di contrasto alla violenza e alla “guerriglia urbana”.
I poteri di polizia e l’ipotesi del fermo per i minori
Il sottosegretario ha richiamato anche la dichiarazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui il Consiglio dei ministri approverà oggi norme specifiche per consentire ai militari di agire come le forze di polizia per i prossimi tre mesi.
Tra le novità che potrebbero entrare nel decreto atteso oggi ci sarebbe il fermo preventivo anche per i minorenni, con un’estensione della durata fino a 24 ore. La disposizione non è dunque ancora presentata come una misura approvata.
Il fermo preventivo introdotto dal decreto Sicurezza di alcuni mesi fa riguarda attualmente soltanto i maggiorenni e può durare al massimo 12 ore. La misura relativa ai minorenni era già stata inserita in un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri a luglio, ora in discussione al Senato.
Magi contesta i decreti sicurezza
Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha chiesto una riflessione sui fatti di Milano. Ha ricordato le migliaia di persone scese in piazza per il potere d’acquisto degli stipendi e gli affitti diventati impossibili: a suo giudizio, le violenze hanno fatto scomparire la protesta pacifica e offerto al governo un alibi per restringere il diritto di manifestare di tutti, soprattutto dei nonviolenti.
Magi ha accusato il ministro Piantedosi di non aver garantito la sicurezza promessa. Ha contestato i risultati dei decreti sicurezza e di strumenti come il fermo preventivo, sostenendo che alle promesse di ordine pubblico e prevenzione sia seguito l’opposto.
Il segretario ha definito inaccettabili ulteriori decreti, repressione e restrizioni del diritto di manifestare. Pur indicando la sicurezza come una priorità per tutti i cittadini, ha giudicato fallimentari le ricette della destra e chiesto alle forze progressiste risposte concrete a partire dalla prevenzione.
