Nei gruppi universitari starebbe circolando un messaggio attribuito ad alcuni ragazzi che avrebbero partecipato alle proteste degenerate negli scontri del 17 e 18 ottobre a Milano. “Uccidiamo tutti i futuri rich”, scrive Francesco – nome di fantasia – in una delle chat. Nel mirino, secondo quanto emergerebbe dai messaggi, ci sarebbero gli studenti di alcuni atenei milanesi d’élite, tra cui l’Università Cattolica e la Bocconi. “Ragazzi, mi stanno arrivando moltissimi messaggi e foto, vogliono fare danni anche alle università tra cui la Cattolica, state attenti ed avvisate più gente che potete“, scrive un’utente in una conversazione WhatsApp.

“Incendieremo le università private”
“Ci sono gruppi in cui parlano di incendiare università come Bocconi, IULM”, scrive un’altra utente su WhatsApp, denunciando le presunte minacce rivolte agli atenei milanesi. Il riferimento sembrerebbe essere alla canzone “Sto bruciando la Bocconi” della band P38-La Gang, brano che viene spesso utilizzato durante le manifestazioni di protesta. Il gruppo era finito al centro di un’inchiesta della Procura di Torino nel 2022 per istigazione a delinquere e apologia di reato, in relazione ai testi delle canzoni contenenti riferimenti alle Brigate Rosse.

Ronde notturne “per picchiare stranieri a vista”
Intanto, nei gruppi WhatsApp degli studenti universitari stanno circolando nuove segnalazioni su presunte ronde organizzate da gruppi neofascisti, che avrebbero intenzione di prendere di mira cittadini stranieri in diverse zone di Milano. “Oggi si sono organizzati dei gruppi neofascisti per andare nelle seguenti zone: Cadorna, Duomo, CityLife, Navigli, Brera”, si legge in uno dei messaggi condivisi nelle chat. L’obiettivo, secondo quanto riportato nell’avviso, sarebbe quello di “picchiare stranieri a vista”, per poi “passare alle banche più importanti, musei e università”.
Il messaggio si conclude con un invito alla prudenza: “Occhi sempre sulle spalle. Se qualcuno vi ferma o si avvicina in modo strano correte”.

Milano, nelle chat anche presunte minacce di violenza sessuale
Tra le segnalazioni che stanno circolando compaiono anche messaggi su presunte minacce di violenza sessuale contro le ragazze. “Hanno fatto un ulteriore gruppo per violentare domani le ragazze”, si legge in una conversazione inoltrata, nella quale si sostiene che alla nuova chat parteciperebbero “quasi tutti quelli del primo gruppo”, per un totale di “circa 400 persone e passa”.
L’autrice del messaggio afferma di essere venuta a conoscenza della presunta chat attraverso il fidanzato di una compagna di classe, che avrebbe ricevuto un link d’invito. Non è tuttavia possibile verificare l’esistenza del gruppo, il numero dei partecipanti o l’attendibilità delle minacce.
Milano, le proteste contro il carovita e i saccheggi
Tutte queste segnalazioni arrivano all’indomani delle devastazioni nel centro di Milano, durante le quali alcuni ragazzi, perlopiù minorenni, hanno preso di mira negozi e boutique di lusso, saccheggiandoli. Tra le motivazioni espresse da alcuni dei giovanissimi intervistati durante gli scontri emerge una forte rabbia nei confronti delle disuguaglianze economiche e sociali. Un sentimento che potrebbe spiegare il riferimento ai “futuri ricchi” contenuto nei messaggi, rivolto apparentemente agli studenti degli atenei associati alle classi più benestanti. “Spaccare significa protestare contro lo Stato che non ci vede, per tutti siamo invisibili“, ha dichiarato Yassin – nome di fantasia – al Corriere della Sera.
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