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Milano, allarme nelle chat: minacce alle università private e ronde notturne “per picchiare stranieri a vista”

"Uccidiamo tutti i futuri rich": è uno dei messaggi che circolano nelle chat WhatsApp dopo gli scontri a Milano. Tra le segnalazioni anche minacce di violenza sessuale contro le ragazze e avvisi su presunte ronde neofasciste per aggredire cittadini stranieri

19 Ottobre 2026 (Ultima modifica il 19 Ottobre 2026 | 21:01)
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Milano, ora nel mirino degli scontri ci sono le università private

Università Cattolica | Wikimedia Commons

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

Nei gruppi universitari starebbe circolando un messaggio attribuito ad alcuni ragazzi che avrebbero partecipato alle proteste degenerate negli scontri del 17 e 18 ottobre a Milano. “Uccidiamo tutti i futuri rich”, scrive Francesco – nome di fantasia – in una delle chat. Nel mirino, secondo quanto emergerebbe dai messaggi, ci sarebbero gli studenti di alcuni atenei milanesi d’élite, tra cui l’Università Cattolica e la Bocconi. “Ragazzi, mi stanno arrivando moltissimi messaggi e foto, vogliono fare danni anche alle università tra cui la Cattolica, state attenti ed avvisate più gente che potete“, scrive un’utente in una conversazione WhatsApp.

Whatsapp | Chat di gruppo dell’università

“Incendieremo le università private”

“Ci sono gruppi in cui parlano di incendiare università come Bocconi, IULM”, scrive un’altra utente su WhatsApp, denunciando le presunte minacce rivolte agli atenei milanesi. Il riferimento sembrerebbe essere alla canzone “Sto bruciando la Bocconi” della band P38-La Gang, brano che viene spesso utilizzato durante le manifestazioni di protesta. Il gruppo era finito al centro di un’inchiesta della Procura di Torino nel 2022 per istigazione a delinquere e apologia di reato, in relazione ai testi delle canzoni contenenti riferimenti alle Brigate Rosse.

Whatsapp | Chat di gruppo dell’università

Ronde notturne “per picchiare stranieri a vista”

Intanto, nei gruppi WhatsApp degli studenti universitari stanno circolando nuove segnalazioni su presunte ronde organizzate da gruppi neofascisti, che avrebbero intenzione di prendere di mira cittadini stranieri in diverse zone di Milano. “Oggi si sono organizzati dei gruppi neofascisti per andare nelle seguenti zone: Cadorna, Duomo, CityLife, Navigli, Brera”, si legge in uno dei messaggi condivisi nelle chat. L’obiettivo, secondo quanto riportato nell’avviso, sarebbe quello di “picchiare stranieri a vista”, per poi “passare alle banche più importanti, musei e università”.

Il messaggio si conclude con un invito alla prudenza: “Occhi sempre sulle spalle. Se qualcuno vi ferma o si avvicina in modo strano correte”.

Milano, nelle chat anche presunte minacce di violenza sessuale

Tra le segnalazioni che stanno circolando compaiono anche messaggi su presunte minacce di violenza sessuale contro le ragazze. “Hanno fatto un ulteriore gruppo per violentare domani le ragazze”, si legge in una conversazione inoltrata, nella quale si sostiene che alla nuova chat parteciperebbero “quasi tutti quelli del primo gruppo”, per un totale di “circa 400 persone e passa”.

L’autrice del messaggio afferma di essere venuta a conoscenza della presunta chat attraverso il fidanzato di una compagna di classe, che avrebbe ricevuto un link d’invito. Non è tuttavia possibile verificare l’esistenza del gruppo, il numero dei partecipanti o l’attendibilità delle minacce.

Milano, le proteste contro il carovita e i saccheggi

Tutte queste segnalazioni arrivano all’indomani delle devastazioni nel centro di Milano, durante le quali alcuni ragazzi, perlopiù minorenni, hanno preso di mira negozi e boutique di lusso, saccheggiandoli. Tra le motivazioni espresse da alcuni dei giovanissimi intervistati durante gli scontri emerge una forte rabbia nei confronti delle disuguaglianze economiche e sociali. Un sentimento che potrebbe spiegare il riferimento ai “futuri ricchi” contenuto nei messaggi, rivolto apparentemente agli studenti degli atenei associati alle classi più benestanti. “Spaccare significa protestare contro lo Stato che non ci vede, per tutti siamo invisibili“, ha dichiarato Yassin – nome di fantasia – al Corriere della Sera.

Per approfondire: Milano, continua la guerriglia in piazza Duomo. Idranti, lacrimogeni e diversi manifestanti fermati

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