Volodymyr Zelensky ha accusato gli Stati Uniti di aver ritardato deliberatamente la consegna missili intercettori già pagati dall’Europa per l’Ucraina e di aver interrotto forniture di intelligence necessarie a rilevare i missili russi prima dell’impatto.
Le accuse di Zelensky sulla fornitura e l’intelligence
Durante un colloquio telefonico con un gruppo bipartisan di senatori americani, Zelensky ha affermato che “Il Pentagono sta ritardando la consegna di missili già pagati” e ha aggiunto che mancherebbe la firma di Pete Hegseth. Patriot, ha detto il presidente ucraino, sono gli unici intercettori in grado di abbattere i vettori russi più sofisticati e alcuni Paesi europei sarebbero pronti a prelevarli dai propri arsenali ma restano in attesa dell'”autorizzazione americana”.
“I missili sono pronti. Potrebbero già trovarsi in Ucraina. Purtroppo, però, l’autorizzazione non è ancora arrivata”, ha dichiarato Zelensky, citato da The Hill che riprende la presidenza ucraina.
Negozati in Norvegia e tensione con Washington
L’agenzia Reuters ha scritto che Jared Kushner e Steve Witkoff si recheranno in Norvegia per un nuovo round di negoziati volti a porre fine alla guerra in Ucraina, citando tre persone informate sui fatti; due di queste fonti hanno detto di attendersi la partecipazione del presidente ucraino agli incontri. Le fonti anonime hanno precisato che il programma è provvisorio e potrebbe subire variazioni.
Secondo la nota della presidenza citata da The Hill, la vicenda include anche il depotenziamento di Starlink e il mancato flusso informativo che Kiev considera essenziale per rilevare l’arrivo dei missili russi.
Gli incontri internazionali programmati e le accuse pubbliche del presidente ucraino alimentano, come osservato nelle comunicazioni citate, un clima di crescente tensione tra Washington e Kiev; il programma norvegese resta al momento provvisorio e potrebbe cambiare.
