L’Artico assume un ruolo sempre più centrale negli equilibri internazionali, tra il rafforzamento della presenza militare russa, le ambizioni strategiche della Cina e la necessità per l’Unione europea di proteggere le proprie infrastrutture. A sottolinearlo è stata Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue per la politica estera, presentando le priorità della nuova strategia europea per la regione. Nel corso degli interventi a Bruxelles e Strasburgo, la diplomatica ha affrontato anche il sostegno all’Ucraina e le prospettive di un accordo di pace con Mosca.
Kallas: “La Russia rafforza la presenza militare nell’Artico”
Secondo Kallas, la regione artica è diventata uno dei principali terreni di confronto per il potere globale. La Russia sta ampliando le proprie attività militari nell’estremo nord, riaprendo installazioni risalenti all’epoca sovietica e sperimentando nuovi armamenti. A destare preoccupazione sono anche le incursioni dei droni, le interferenze con i segnali GPS e i sabotaggi dei cavi sottomarini, fenomeni che mettono a rischio la sicurezza dell’area.
Un’ulteriore criticità è rappresentata dall’incremento del traffico riconducibile alla flotta ombra russa, che può comportare rischi sia per la navigazione sia per l’ambiente. Parallelamente, ha osservato Kallas, cresce l’interesse strategico della Cina per l’Artico. Gli investimenti di Pechino in porti, risorse minerarie e infrastrutture critiche richiedono quindi un esame approfondito.
Sorveglianza satellitare e protezione dei cavi sottomarini
Tra le priorità indicate dalla nuova strategia europea figura il potenziamento dei sistemi di sorveglianza satellitare. L’Ue intende ampliare l’utilizzo di Copernicus e Galileo per individuare con maggiore efficacia eventuali minacce nella regione polare.
Kallas ha annunciato inoltre la volontà di creare un polo specializzato nella protezione dei cavi sottomarini, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio, la difesa e la capacità di riparare queste infrastrutture strategiche. Il progetto potrebbe costituire la base per un centro più ampio dedicato alla sicurezza marittima, incaricato anche di seguire le attività delle imbarcazioni sospette, la pesca illegale e gli episodi di inquinamento.
Più rompighiaccio e collegamenti per gli spostamenti militari
Un altro obiettivo riguarda il rafforzamento della flotta europea di rompighiaccio, attraverso possibili acquisti congiunti e una maggiore condivisione delle risorse. «Nell’Artico, i rompighiaccio sono la misura della potenza», ha affermato Kallas, evidenziando il valore strategico di questi mezzi nelle regioni polari. La strategia punta anche a rendere più agevoli gli spostamenti militari attraverso porti, aeroporti e corridoi di trasporto artici. Il miglioramento dei collegamenti dovrebbe consentire a truppe e mezzi di raggiungere più rapidamente le zone in cui è necessario intervenire.
Dal Fondo europeo per la difesa 260 milioni per nuove tecnologie
Sul fronte della ricerca e dell’innovazione, Kallas ha ricordato gli investimenti dell’Unione europea attraverso il Fondo europeo per la difesa, che ammontano a 260 milioni di euro per lo sviluppo di nuove tecnologie. Tra gli ambiti interessati figurano velivoli capaci di operare in condizioni ambientali estreme, tessuti progettati per affrontare condizioni meteorologiche severe e sensori in grado di individuare obiettivi oltre l’orizzonte. L’Alta rappresentante ha precisato che l’Artico rientra nell’area di sorveglianza della Nato e che le iniziative europee sono pensate per affiancare il ruolo dell’Alleanza atlantica nella difesa collettiva.
Kallas: “Il sostegno Ue impedisce a Kiev di cedere alle condizioni di Putin”
Nel dibattito in plenaria a Strasburgo, Kallas è intervenuta anche sulla guerra in Ucraina, respingendo le critiche rivolte all’Unione europea per l’assenza di una strategia di pace. Secondo l’Alta rappresentante, da circa un anno e mezzo i negoziatori statunitensi cercano di spingere Kiev ad accettare la resa, ma il sostegno europeo ha finora impedito che l’Ucraina fosse costretta ad accettare le condizioni poste da Vladimir Putin.
Kallas ha sostenuto che l’Ue deve avanzare richieste anche nei confronti di Mosca e non concedere nulla senza contropartite. L’obiettivo, ha precisato, non può limitarsi al raggiungimento di un accordo: serve una pace che sia al tempo stesso giusta e duratura.
“Andrò all’Aia a incontrare il presidente della Cpi”
Kallas ha sottolineato che l’Unione europea deve individuare nuove forme di sostegno alla Corte penale internazionale, che si trova sotto pressione in una fase in cui il suo ruolo è particolarmente necessario. L’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri ha annunciato una visita all’Aia nel corso della settimana per incontrare la presidente dell’istituzione, Tomoko Akane.
“La Corte è sotto attacco proprio quando ne abbiamo più bisogno”
“Sono in contatto regolare con la presidente della Corte penale internazionale Tomoko Akane e questa settimana mi recherò all’Aia per discutere di cosa possa fare l’Unione europea”, ha dichiarato Kallas intervenendo al Parlamento europeo, a Strasburgo, durante il dibattito sulla Cpi in sessione plenaria. Nel concludere il suo intervento, l’Alta rappresentante ha descritto un quadro internazionale caratterizzato da forte instabilità. “Il mondo è in uno stato di grande caos. La Corte penale internazionale è sotto attacco proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno”, ha affermato.
Kallas ha quindi avvertito che “l’aggressività incontrollata non fa che alimentare ulteriore aggressività”, sottolineando la responsabilità di contribuire a invertire questa tendenza. Tra le priorità indicate ha richiamato il sostegno alla Corte penale internazionale, affinché possa svolgere il compito che le è stato affidato.
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