La decisione di affidare al governo federale il controllo dell’unica provincia pakistana amministrata dal partito di Imran Khan ha innescato una nuova ondata di proteste. Martedì, nella regione nord-occidentale del Paese, le manifestazioni sono degenerate in violenze: secondo alcune ricostruzioni, le forze dell’ordine avrebbero sparato proiettili veri e utilizzato gas lacrimogeni contro i sostenitori dell’ex primo ministro, detenuto dal 2023.
Emergenza nel Khyber Pakhtunkhwa, manifestanti in strada
Domenica il presidente del Pakistan ha proclamato lo stato di emergenza nel Khyber Pakhtunkhwa, sospendendo di fatto il governo provinciale guidato dal Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), il partito fondato da Khan. Due giorni dopo, i suoi sostenitori si sono scontrati con la polizia locale e alcuni edifici pubblici sono stati incendiati. Secondo quanto riferito dal quotidiano Dawn, almeno cinque manifestanti sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco. La ricostruzione sostiene che gli agenti abbiano aperto il fuoco quando la folla ha sopraffatto le forze di sicurezza.
La versione delle autorità del Pakistan
Samar Haroon Bilour, esponente della nuova amministrazione provinciale nominata sotto l’autorità del governatore, ha respinto le accuse di aver fatto ricorso a munizioni vere, definendole “infondate e pretestuose”. A suo avviso, le ricostruzioni sarebbero state diffuse da account anonimi sui social network, anche attraverso filmati realizzati con l’intelligenza artificiale.
Bilour ha sostenuto che la polizia abbia reagito alle rivolte e agli atti vandalici in modo proporzionato, procedendo all’arresto di 50 persone. Stando alle notizie diffuse dai media locali, gli agenti avrebbero inizialmente tentato di disperdere con manganelli e gas lacrimogeni i manifestanti radunati a Bara Bazaar, nella capitale provinciale Peshawar. Quando la folla ha cominciato ad avanzare, la polizia si sarebbe ritirata trovando riparo nei negozi vicini, per poi utilizzare nuovamente i lacrimogeni e sparare in aria nel tentativo di disperdere i presenti.
Police have completely failed in Khyber Pakhtunkhwa. The public has taken control of the streets, and police have reportedly fled the area.
Pakistan is losing control of several regions in Balochistan and KPK. The Pakistani Army’s power games are pushing the country towards further instability.
A state that cannot maintain control over its own territory faces serious questions about its stability and future.
— Ary Sangwan (@Arysangwan) October 14, 2026
Il PTI denuncia un colpo di Stato e teme nuove proteste
Zulfikar Bukhari, portavoce del PTI, ha pubblicato su X alcuni video che ha collegato agli scontri di Bara Bazaar. Il dirigente ha definito l’imposizione del controllo federale un colpo di Stato, avvertendo che le manifestazioni contro la misura potrebbero estendersi ad altre aree. Anche Ikram Khatana, responsabile dell’informazione del partito, ha denunciato nuovi episodi di violenza. Secondo la sua ricostruzione, persone non identificate avrebbero appiccato un incendio all’ufficio dell’Autorità nazionale per i database e la registrazione, situato a Bara, a circa 15 chilometri da Peshawar, per poi fare irruzione in alcuni edifici pubblici nelle vicinanze.
Il Khyber Pakhtunkhwa rappresenta da 13 anni una delle principali roccaforti politiche di Khan ed è stato recentemente teatro di numerose manifestazioni per chiedere la sua liberazione. Era inoltre l’unica provincia del Pakistan rimasta sotto il controllo del PTI. “Il Khyber Pakhtunkhwa era l’unica provincia con un autentico mandato democratico”, aveva dichiarato in precedenza Bukhari. “Ora è stato cancellato anche quest’ultimo frammento di democrazia”.
Imran Khan in carcere dal 2023, detenuti anche i familiari
L’ex primo ministro è in carcere dal 2023 ed è accusato, tra le altre cose, di corruzione e di aver istigato rivolte contro installazioni militari. Anche sua moglie è detenuta, mentre le sue tre sorelle si trovano attualmente in stato di fermo.
Khan era stato rimosso dalla carica di primo ministro nel 2022, dopo un voto parlamentare di sfiducia. L’ex capo del governo aveva attribuito la sua caduta all’intervento delle potenti forze armate pakistane, accusandole di aver orchestrato l’operazione su richiesta degli Stati Uniti.
Pakistan, Islamabad difende il controllo federale per contrastare il terrorismo
Lunedì il ministro dell’Interno Mohsin Naqvi aveva giustificato la proclamazione dello stato di emergenza sostenendo che il passaggio della provincia sotto l’autorità federale fosse necessario per combattere il terrorismo. Il Khyber Pakhtunkhwa confina infatti con l’Afghanistan ed è considerato un territorio strategico per la sicurezza nazionale.
“Non si può vincere nessuna guerra, a prescindere dalle risorse impiegate e da ciò che si fa, se il governo locale non è in prima line”», aveva dichiarato Naqvi ai giornalisti, motivando così la necessità di un maggiore coinvolgimento delle autorità centrali.
Il PTI ha annunciato che contesterà per vie legali la decisione del governo federale di assumere il controllo del Khyber Pakhtunkhwa, aprendo un nuovo fronte nello scontro politico tra le autorità pakistane e il partito di Imran Khan.
