Gianluca Rocchi debutterà come opinionista di Dazn domenica 11 ottobre, alla ripresa della Serie A dopo la sosta della Nazionale. L’ex direttore di gara sarà una presenza fissa di Fuoriclasse, il programma della domenica sera condotto da Diletta Leotta, per la stagione 2026-27.
Il nuovo incarico arriva dopo le archiviazioni che hanno chiuso le vicende riguardanti l’ex responsabile della Can per la Serie A e la Serie B, coinvolto nell’inchiesta sugli arbitri e sulle cosiddette “bussate”.
L’esordio a Fuoriclasse dopo Cagliari-Juventus
La prima partecipazione a Fuoriclasse sarà nel dopopartita di Cagliari-Juventus, in programma alle 20:45 e trasmessa in esclusiva su Dazn. Rocchi sarà in studio insieme ad Andrea Stramaccioni, Valon Behrami e Andrea Marinozzi.
L’ex arbitro ha diretto 529 partite in carriera, tra cui una finale di Europa League, una di Supercoppa Europea, una di Coppa Italia e una di Supercoppa Italiana.
«Desidero ringraziare Dazn per questa nuova opportunità. Ho sempre amato confrontarmi con sfide nuove e questa mi entusiasma particolarmente, perché mi permetterà di parlare a 360 gradi di una delle mie più grandi passioni, il calcio. Non vedo l’ora di ripartire e di mettermi alla prova in un ruolo diverso da quello a cui sono abituato, accompagnando i tifosi anche nella lettura più tecnica delle dinamiche di gioco che possono influenzare le decisioni arbitrali», ha commentato Gianluca Rocchi.
Il caso delle “bussate” e la doppia archiviazione
L’inchiesta sulle “bussate”, che nei mesi scorsi aveva scosso il calcio italiano, era stata ridimensionata nelle settimane successive. Il caso era emerso a maggio 2025 con la denuncia dell’assistente arbitrale Domenico Rocca, relativa a un intervento di Rocchi durante la partita di Serie A Udinese-Parma.
Rocca aveva denunciato un intervento volto a far cambiare una decisione da parte dell’allora designatore, presente in sala Var come “supervisore”: una figura non prevista ufficialmente nelle designazioni. Da quell’episodio, gli accertamenti si erano estesi ad altri casi analoghi avvenuti tra il 2024 e il 2025 e ai rapporti con varie società di Serie A, tra cui l’Inter.
Il procedimento si è concluso con una doppia archiviazione: prima quella disposta dalla Procura della Repubblica di Milano, poi quella della Procura federale della Figc sul fascicolo relativo all’ex designatore. La decisione federale è arrivata dopo la conclusione del procedimento penale milanese.
I magistrati, al termine di due anni di accertamenti, avevano escluso l’esistenza di una combine. Avevano quindi trasmesso la documentazione agli organi della giustizia sportiva e alla Procura generale del Coni, affinché valutassero l’eventuale presenza di violazioni delle norme sportive.
