La scelta di Vannacci, alla domanda se sia meglio sposare una donna con la gonna lunga o corta, è «Meglio senza gonna». Il generale ha risposto così durante un’intervista a Il Foglio nella quale ha affrontato anche i possibili interlocutori di Futuro Nazionale e i rapporti con Matteo Salvini e Giuseppe Conte.
Le parole di Vannacci
Alla domanda su un possibile incontro in America con Vance, il vice di Trump, Vannacci ha risposto: «Perché no?». Interpellato sull’antisemitismo, ha dichiarato: «Ho lavorato con gli israeliani nel mio passato, non ho motivo di essere antisemita». Alle accuse rivoltegli ha replicato: «Cavallo di Troia, razzista, misogino, omofobo… mi fanno pubblicità».
Il confronto con Lega e M5s riguarda anzitutto le posizioni sull’Ucraina e sulla Russia. «FN è aperto a dialogare con chiunque si ritrovi all’interno delle linee rosse tracciate», ha affermato Vannacci. Quanto ai contatti con il Movimento, ha precisato: «Ho avuto contatti. A Strasburgo ho avuto uno scambio con Tridico insieme ad alcuni giornalisti».
I rapporti con Salvini sono invece fermi dall’uscita dalla Lega. Vannacci ha raccontato di avergli mandato un messaggio di auguri per il compleanno, senza ricevere risposta. «Io non ho problemi con nessuno e la mano sono stato io, a Cernobbio, a porgerla l’ultima volta», ha aggiunto.
L’ipotesi di un governo M5s-Avs-Lega-Fn, qualora Meloni chiudesse la porta a Futuro Nazionale, è stata posta nell’intervista come domanda. Sulle possibili intese con Lega e M5s, il generale ha indicato un criterio: «Le intese si fanno su punti specifici e cronopianificati di un programma, non su intenzioni e pacche sulle spalle».
Tra questi punti Vannacci ha citato lo stop alle armi e alle risorse all’Ucraina, associato al sostegno negoziale per risolvere la crisi. «La pace non può essere pro-russa», ha sostenuto, chiedendo di agire adesso senza perdere altro tempo né cedere altro spazio ai russi.
Al paragone con Conte ha risposto: «Non so se Conte mi copi. Se lo fa, sono contento». Gli ha però rimproverato di non aver svolto il servizio militare e di non saper distinguere «un carro armato da un tagliaerba».
Quando gli è stato ricordato che Conte aveva firmato da premier i decreti sicurezza con Salvini, Vannacci ha preso le distanze sul bilancio del suo governo, da lui sintetizzato in «160 miliardi di debiti»: «Le ripetizioni preferisco prenderle da qualcun altro».
