Ma quanto costano concretamente queste operazioni? Una stima complessiva non esiste, perché le conseguenze cambiano in base alla tipologia di attacco e al numero di soggetti coinvolti. Secondo i dati citati da Sky TG24 sulla base delle stime di Eurocontrol, il costo di un ritardo aereo può oscillare tra 160 e 2.000 euro al minuto. Una cifra che non riguarda soltanto il singolo aeromobile: un ritardo può ripercuotersi sulla programmazione dei voli successivi, sugli equipaggi, sulle coincidenze e sull’organizzazione degli aeroporti.
A questo si aggiungono le spese per i dirottamenti, i controlli di sicurezza, l’intervento delle forze dell’ordine e l’eventuale mobilitazione di velivoli militari, che può arrivare a costare decine di migliaia di euro. Il conto di ogni singolo allarme dipende quindi dalla durata dell’emergenza, dal numero di voli coinvolti e dalle misure necessarie per verificare la minaccia.
In Italia oltre 3.200 eventi cyber nei primi nove mesi del 2026
Il fronte informatico restituisce un quadro altrettanto significativo. Secondo i dati presentati dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale durante un’audizione al Senato nell’ottobre 2026, nei primi nove mesi dell’anno sono stati registrati in Italia 3.271 eventi cyber, un numero già superiore ai 2.729 rilevati nell’intero 2025. Di questi, 1.922 hanno avuto un impatto confermato e sono stati classificati come incidenti.
Le conseguenze per le imprese possono essere particolarmente onerose: un attacco può bloccare la produzione, rendere inaccessibili i sistemi informatici, compromettere informazioni riservate e interrompere i servizi destinati ai clienti. Alle spese per il ripristino delle infrastrutture si sommano le perdite operative, i costi legali e gli investimenti necessari per rafforzare la sicurezza.
Data breach, in Italia il costo medio supera i 3,5 milioni di euro
Un ulteriore indicatore arriva dal rapporto 2026 di IBM sul costo delle violazioni dei dati. In Italia, il costo medio di un data breach per le organizzazioni analizzate ha raggiunto 3,55 milioni di euro, in aumento rispetto ai 3,31 milioni dell’anno precedente.
Il settore energetico registra il valore medio più elevato, con 4,65 milioni di euro, seguito dal comparto finanziario con 4,5 milioni e da quello tecnologico con 4,43 milioni. Si tratta di medie riferite alle organizzazioni prese in esame dal rapporto, non del costo complessivo di tutti gli attacchi informatici avvenuti nel Paese.
Il dato, tuttavia, aiuta a comprendere la portata economica della minaccia. La guerra ibrida colpisce infatti anche attraverso la perdita di dati, l’interruzione dei servizi e la necessità di investire continuamente in nuove misure di protezione. Un conflitto meno visibile di quello tradizionale, ma capace di generare conseguenze concrete per l’economia europea.
