Le famiglie beneficiarie del contributo alimentare del governo Meloni riceveranno 500 euro dal 4 novembre di quest’anno e altri 500 nell’aprile 2027. Per la prima volta, la carta elettronica Dedicata a te prevede un intervento biennale. La misura raggiungerà 1,1 milioni di nuclei, individuati senza domanda, ma il possesso dei requisiti di reddito e composizione familiare non garantisce l’assegnazione: le famiglie con almeno tre componenti e Isee inferiore a 15mila euro erano 2,89 milioni nel 2025, secondo le statistiche dell’Inps.
Le due erogazioni e l’ipotesi del voto anticipato per Meloni
Come scrive Il Fatto Quotidiano, il contributo, che si aggiunge alla sospensione temporanea del bollo auto, è stato rifinanziato con un miliardo di euro dalla legge di Bilancio 2026. Il decreto ministeriale è stato adottato a fine giugno e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 3 agosto. La presentazione al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è arrivata dopo la pausa estiva.
La seconda erogazione coincide con la primavera nella quale potrebbero tenersi le elezioni politiche anticipate. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ex cognato della presidente del Consiglio Meloni, ha escluso un legame tra le due scadenze: «Le elezioni sono a ottobre. Potrebbero esser anche prima ma questo non compete a noi, compete al presidente della Repubblica».
La scelta di aprile serve ufficialmente «per concentrare gli interventi in una fase di difficoltà», ha spiegato il ministro. Lollobrigida ha presentato il contributo anche come un «aiuto alle imprese» che producono il «cibo di qualità» acquistabile con la carta.
L’assegnazione non richiede una richiesta dei cittadini. «È lo Stato ad andare incontro alle famiglie, e non il contrario», ha affermato il presidente dell’Inps Gabriele Fava. Anche la ministra del Lavoro Marina Calderone ha valorizzato l’automatismo: «Abbiamo la possibilità di poter gestire l’emissione delle carte senza una domanda specifica da parte dei cittadini». L’individuazione dei possibili destinatari spetta all’Inps, ma l’assegnazione definitiva dipende dalle verifiche dei Comuni e dal numero di carte disponibili.
I requisiti non bastano a ottenere il contributo
La distanza tra la platea potenziale e quella effettivamente raggiunta emerge dai dati Inps del 2025. I nuclei con un indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 15mila euro erano 5,6 milioni: cinque volte gli 1,1 milioni di beneficiari della carta. Limitando il confronto alle famiglie con almeno tre componenti, quelle che rispettavano i criteri erano 2,89 milioni. Il sostegno arriva quindi a quattro su dieci, lasciandone fuori sei.
Le esclusioni riguardano anche chi riceve altre prestazioni. Non possono ottenere la carta i percettori dell’assegno di inclusione o di qualunque altro sussidio contro la povertà, così come i titolari di Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione e misure analoghe. I nuclei composti da una sola persona, compresi gli anziani poveri, sono esclusi dalla platea ordinaria.
Per le persone sole esiste soltanto una possibilità residuale: una volta completate le assegnazioni secondo le priorità, i Comuni potrebbero utilizzare eventuali carte rimaste per i nuclei unipersonali in stato di bisogno presenti negli elenchi Inps. Si tratta però di un’eventualità molto rara.
Calderone ha rivendicato un «messaggio di inclusione». Lollobrigida ha invece precisato: «Se mi chiedete se abbiamo cancellato la povertà, no», richiamando la frase di Luigi Di Maio dopo il varo del reddito di cittadinanza, abolito dal governo Meloni dopo l’arrivo a Palazzo Chigi. La carta è stata introdotta nel 2023 e da allora gli stanziamenti complessivi ammontano a 2,7 miliardi di euro.
Le priorità, gli acquisti ammessi e le scadenze
L’Inps prepara gli elenchi dei possibili beneficiari e li trasmette ai Comuni seguendo un ordine di priorità. Precedono gli altri i nuclei di almeno tre persone con un figlio sotto i 13 anni, privilegiando l’Isee più basso. Seguono le famiglie con almeno tre componenti e un figlio di meno di 17 anni; infine gli altri nuclei di almeno tre persone.
I Comuni controllano la posizione anagrafica e l’eventuale incompatibilità con altre misure locali. Individuano quindi i destinatari definitivi sulla base del numero di carte assegnate. Soltanto dopo questo passaggio l’Inps invia i nominativi a Poste per l’erogazione.
Il contributo consente di comprare i prodotti alimentari ammessi, tra cui pasta, riso, olio e prodotti freschi. «Tutti italiani perché vogliamo che i soldi degli italiani finiscano nelle filiere italiane», ha ribadito Lollobrigida. Il ministero rivendica una «particolare attenzione alle produzioni delle filiere italiane e ai prodotti Dop e Igp», con l’obiettivo di «sostenere il lavoro di agricoltori, allevatori e imprese agroalimentari italiane» e quindi «creare lavoro di conseguenza».
Anche per questa edizione è confermata la convenzione con la grande distribuzione, che prevede uno sconto del 15% nei supermercati aderenti. L’accordo è stato sottoscritto da Federdistribuzione, Ancc Coop, Ancd Conad e Lidl.
Gli accrediti dei primi 500 euro inizieranno il 4 novembre. Per attivare la carta sarà necessario effettuare il primo acquisto entro il 16 novembre.
