“Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace”. Lo ha detto Matteo Zuppi, il cardinale presidente della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana. Queste dichiarazioni arrivano all’indomani dell’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di un provvedimento che introdurrà un numero massimo di studenti stranieri per classe. Zuppi non menziona direttamente la premier né il progetto del governo, ma nel suo intervento all’apertura del Consiglio episcopale permanente mette al centro un modello di scuola in cui “nessuno si senta escluso”
Zuppi: “Nessuno si deve sentire escluso”
“In questi giorni le scuole hanno riaperto i cancelli: tornano domande che riguardano tutti, non solo chi insegna o studia”, afferma Zuppi. La questione educativa, sottolinea, “tocca il cuore della nostra convivenza”, soprattutto dopo i recenti episodi di violenza avvenuti negli istituti.
Tra le “sfide non più rinviabili”, il presidente della Cei indica innanzitutto quella delle disuguaglianze educative. “Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo”, afferma. Da qui il richiamo a una scuola “autenticamente inclusiva”, capace di diventare uno strumento “di giustizia e di pace”.
La proposta sul tetto agli stranieri
Il giorno precedente, dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale a Roma, Meloni aveva annunciato l’arrivo in Consiglio dei ministri di un provvedimento che dovrebbe introdurre per legge un tetto agli alunni stranieri nelle singole classi. La premier ha inoltre anticipato il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici e l’obbligo di frequentare corsi di italiano per i genitori degli studenti che presentano maggiori difficoltà di integrazione.
La soglia indicata dal governo dovrebbe essere del 30%, un limite già previsto da una circolare ministeriale del 2010, ma mai trasformato in un vincolo di legge generalizzato. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha osservato che una misura di questo tipo potrebbe risultare difficile da applicare soprattutto nei quartieri dove la presenza di famiglie straniere è più alta.
Secondo gli ultimi dati disponibili, nelle scuole italiane gli alunni senza cittadinanza italiana sono circa 931mila, l’11,6% del totale. Di questi, oltre il 65% è nato in Italia.
