Alla fine, le elezioni legislative in Svezia consegnano la maggioranza parlamentare al blocco guidato dai Socialdemocratici di Magdalena Andersson, che conquista 176 dei 349 seggi del Riksdag. Tre in più rispetto ai 173 ottenuti dalle forze che sostenevano il governo di destra uscente guidato da Ulf Kristersson. Una vittoria strettissima: 176 seggi significano appena un seggio sopra la soglia della maggioranza assoluta, fissata a 175.
Il risultato, però, non significa che Andersson possa già considerarsi nuovamente prima ministra. La sua maggioranza elettorale riunisce partiti con posizioni molto diverse e il vero confronto, adesso, si sposta dalla campagna elettorale ai negoziati per la formazione del prossimo governo.
Svezia, Andersson vince le elezioni: 176 seggi contro 173
I Socialdemocratici restano il primo partito della Svezia, conquistando 99 seggi, nonostante ne abbiano persi otto rispetto alla precedente legislatura. Andersson, che nel 2021 era diventata la prima donna a guidare il governo svedese prima di lasciare l’incarico dopo le elezioni del 2022, può quindi tentare il ritorno alla guida del Paese.
“Il popolo svedese ha votato per una nuova direzione per il nostro Paese, per la coesione e contro la divisione”, ha dichiarato dopo il risultato. La leader socialdemocratica ha indicato tra le priorità la crescita economica, la riduzione della disoccupazione e la transizione climatica, chiedendo contemporaneamente “un nuovo spirito di collaborazione”
Kristersson ha già presentato al presidente del Parlamento la propria lettera di dimissioni, dopo che il conteggio definitivo ha certificato la sconfitta del suo blocco. Il leader dei Moderati governava dal 2022 attraverso una coalizione di centrodestra sostenuta dall’esterno dai Democratici svedesi.
Proprio questi ultimi sono tra i principali sconfitti delle elezioni. Il partito nazionalista e anti-immigrazione guidato da Jimmie Åkesson è sceso al terzo posto, ottenendo 62 seggi, 11 in meno rispetto alla precedente legislatura. È la prima volta dal suo ingresso in Parlamento, nel 2010, che il partito registra una diminuzione del consenso in un’elezione nazionale.
Svezia, perché formare il nuovo governo sarà complicato
La vittoria alle urne non risolve però il problema più difficile per Andersson: tenere insieme il fronte che le ha permesso di raggiungere quota 176.
Il rapporto tra il Partito di Centro e il Partito della Sinistra sarà quello più complesso da gestire: i centristi, che si sono schierati contro il blocco di Kristersson soprattutto per la contrarietà a un governo con i Democratici svedesi, hanno chiarito di non voler partecipare a un esecutivo insieme alla Sinistra. Le distanze riguardano soprattutto la politica economica: il Partito della Sinistra sostiene un maggiore intervento pubblico e misure redistributive, mentre il Centro mantiene posizioni più liberali e favorevoli al mercato. Reuters riferisce che i Socialdemocratici hanno già invitato gli altri partiti dell’opposizione ad aprire i colloqui.
28 settembre, la prima riunione del legislativo
Il calendario istituzionale lascia comunque qualche giorno ai partiti. Il nuovo Riksdag si riunirà il 28 settembre, quando saranno eletti il presidente del Parlamento e i suoi vice. Da quel momento inizierà formalmente il percorso per individuare il nuovo primo ministro: il voto potrebbe tenersi dal 29 settembre, ma il presidente del Riksdag avrà fino a due settimane per presentare una candidatura. Se quattro proposte consecutive venissero respinte dal Parlamento, la Costituzione prevede nuove elezioni.
