Il risultato delle elezioni in Svezia resta appeso a una manciata di voti. Dopo il netto vantaggio attribuito inizialmente dagli exit poll alla coalizione di Magdalena Andersson, con il procedere dello spoglio la distanza dal centrodestra guidato dal premier uscente Ulf Kristersson si è progressivamente ridotta.
A metà dello spoglio i due blocchi sono separati da un solo seggio, che secondo la proiezione della televisione pubblica svedese Svt sarebbe al momento a favore del centrosinistra. Un margine minimo, che rende ancora impossibile indicare con certezza chi avrà i numeri per provare a formare il prossimo governo.
Alla chiusura delle urne, i primi exit poll avevano attribuito alla coalizione progressista il 51,3%, contro il 46,8% del centrodestra. Numeri che avevano fatto pensare a un ritorno al governo di Andersson, ma che lo scrutinio sta ridimensionando. Resta invece confermata, almeno nella tendenza, una delle indicazioni politiche più significative della tornata: l’arretramento dei Democratici Svedesi di Jimmie Akesson.
Il vantaggio di Andersson si riduce durante lo spoglio
La coalizione di centrosinistra riunisce Socialdemocratici, Verdi, Centro e Sinistra, mentre il blocco di centrodestra è composto da Moderati, Liberali e Democratici Svedesi. Con un solo seggio di differenza secondo le proiezioni, il risultato finale resta quindi completamente aperto.
I primi exit poll avevano attribuito ai Democratici Svedesi il 17,2%, contro il 20,5% delle precedenti elezioni. Se il dato fosse confermato dai risultati definitivi, sarebbe il primo arretramento della formazione di ultradestra dal suo ingresso in Parlamento, avvenuto nel 2010.
Il risultato contrasta con le aspettative maturate durante la campagna elettorale, quando Akesson sembrava poter superare i Moderati e conquistare il primato all’interno dello schieramento di centrodestra.
Secondo le prime rilevazioni, i Moderati di Kristersson si attestavano invece al 18,1%, mentre i Socialdemocratici di Andersson erano indicati al 28,4%. A crescere erano soprattutto le altre forze della coalizione progressista: i Verdi al 7,4%, la Sinistra all’8% e il Centro al 7,5%.
Numeri che dovranno però essere confrontati con lo scrutinio effettivo prima di poter tracciare il nuovo equilibrio politico del Paese.
L’arretramento dell’ultradestra
Nel quartier generale socialdemocratico di Stoccolma, gli applausi più intensi avevano accompagnato proprio la comparsa sugli schermi del risultato attribuito ad Akesson. I Democratici Svedesi hanno attraversato il Paese con una campagna fortemente concentrata sul tema dell’immigrazione, cercando contemporaneamente di allontanare l’immagine del partito dalle sue origini più radicali per conquistare una parte dell’elettorato moderato.
Un eventuale arretramento degli Sd rappresenterebbe un risultato politicamente significativo anche per Kristersson, che durante la legislatura uscente ha scelto di aprire alla collaborazione con l’ultradestra.
Il possibile successo di Andersson era stato inizialmente letto anche in chiave europea, dopo una serie di risultati favorevoli alla destra radicale in diversi Paesi. Con il procedere dello spoglio, tuttavia, l’attenzione si è spostata dal possibile ritorno netto del centrosinistra al governo a un testa a testa destinato a risolversi sul filo dei seggi.
La campagna elettorale e gli appelli contro l’ultradestra
Andersson aveva denunciato il tono dello scontro quando le urne erano ancora aperte: «È stata una campagna elettorale sporca, caratterizzata da molte menzogne. Purtroppo, è stata anche una campagna elettorale che è iniziata e si è conclusa con gli Sd che definivano i propri oppositori “traditori della patria”». Il riferimento era in particolare alle minacce subite da Jonas Attenius, sindaco socialdemocratico di Göteborg, nella notte di sabato.
Un elemento importante della consultazione è stata anche l’alta partecipazione. Il sistema svedese permette agli elettori di votare in qualsiasi comune o ambasciata del Paese nel mondo fino a 19 giorni prima delle elezioni.
Gli appelli contro un rafforzamento dell’ultradestra si erano moltiplicati nelle ultime ore anche tra i personaggi pubblici svedesi. Greta Thunberg, la cantante Zara Larsson e il compositore degli Abba Benny Andersson avevano invitato gli elettori a sostenere il ritorno del centrosinistra e delle politiche ambientali al governo.
Anche l’ex premier e commissario europeo Paolo Gentiloni, commentando i primi exit poll, aveva scritto: «Per gli exit poll in Svezia vince il centrosinistra. Aprire all’estrema destra non funziona».
Una valutazione arrivata però quando il vantaggio attribuito ad Andersson appariva ancora ampio. Con lo scrutinio arrivato a metà, la partita per il governo svedese resta invece apertissima e il margine di un solo seggio impone di attendere i risultati definitivi.
