Più di otto milioni di elettori sono chiamati alle urne in Svezia domenica 13 settembre per scegliere i 349 membri del Riksdag, il parlamento svedese.
Il Riksdag dovrà poi esprimere il primo ministro che guiderà il Paese nei prossimi quattro anni. La sfida contrappone il premier conservatore Ulf Kristersson, in cerca di un secondo mandato, alla leader socialdemocratica Magdalena Andersson, già prima ministra tra il 2021 e il 2022. Ma al centro del voto c’è soprattutto il futuro dei Democratici Svedesi: il partito di estrema destra, che dal 2022 sostiene il governo senza farne parte, potrebbe ottenere per la prima volta dei ministeri
Elezioni in Svezia, la sfida tra Kristersson e Andersson
Dal 2022 Kristersson governa con una coalizione di centrodestra formata da Moderati, Democratici Cristiani e Liberali. Per avere la maggioranza in Parlamento, però, l’esecutivo ha avuto bisogno dell’appoggio esterno dei Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson.
Questa volta il rapporto potrebbe cambiare. Ad aprile Kristersson ha aperto alla possibilità di far entrare il partito direttamente nell’esecutivo nel caso in cui il blocco di destra riuscisse a mantenere la maggioranza. Il premier ha comunque chiarito di voler restare alla guida del governo anche nell’eventualità in cui i Democratici Svedesi ottenessero più voti dei Moderati.
Dall’altra parte c’è Magdalena Andersson, alla guida dei Socialdemocratici, il partito che per gran parte del secondo dopoguerra ha dominato la politica svedese. Il suo schieramento comprende anche Verdi, Partito della Sinistra e Partito di Centro.
Le rilevazioni raccolte nei giorni precedenti al voto attribuiscono al centrosinistra un leggero vantaggio: potrebbe conquistare tra 175 e 180 dei 349 seggi del Riksdag, contro i 169-174 assegnati al blocco di destra. Il margine resta estremamente ridotto e la competizione riguarda, più che il risultato di un singolo partito, la capacità delle due coalizioni di costruire una maggioranza parlamentare.
I Democratici Svedesi e la possibile svolta al governo
Più che sulla vittoria di un singolo partito, le elezioni si giocano dunque sulla capacità dei due blocchi di costruire una maggioranza. In Svezia una formazione deve ottenere almeno il 4% dei voti per entrare in Parlamento, una soglia che potrebbe rivelarsi decisiva soprattutto per i Liberali, alleati di Kristersson.
I Democratici Svedesi hanno ottenuto il 20,5% alle elezioni del 2022, diventando il principale partito della destra. Da allora, pur rimanendo fuori dall’esecutivo, hanno contribuito a orientarne alcune politiche, soprattutto in materia di immigrazione e sicurezza. L’eventuale assegnazione di ministeri modificherebbe il rapporto con gli alleati: non più soltanto il sostegno parlamentare, ma una partecipazione diretta al governo.
Il partito ha le proprie origini negli anni Ottanta. Tra i fondatori figuravano anche persone provenienti da ambienti dell’estrema destra e neonazisti. Sotto la guida di Jimmie Åkesson, iniziata nel 2005, la formazione ha progressivamente cercato di prendere le distanze da quelle radici, espellendo alcuni membri apertamente razzisti e conquistando uno spazio sempre più ampio nella politica nazionale.
Un ingresso nell’esecutivo segnerebbe un passaggio storico per il partito e si inserirebbe nella tendenza che, negli ultimi anni, ha visto aumentare il peso della destra radicale in diversi Paesi europei. La possibilità resta legata all’esito del voto e alla tenuta della maggioranza di destra.
Oltre otto milioni di svedesi chiamati al voto
Sono più di otto milioni, su una popolazione di circa 10,6 milioni di abitanti, gli elettori chiamati a scegliere i 349 membri del Riksdag, il Parlamento che successivamente dovrà esprimere il prossimo primo ministro.
La campagna elettorale non è stata dominata da un unico grande tema. Criminalità, immigrazione, welfare e costo della vita sono rimasti al centro del confronto, ma una parte consistente del dibattito si è concentrata sulle possibili alleanze dopo il voto e, soprattutto, sull’eventualità che l’estrema destra entri direttamente nell’esecutivo.
I primi risultati preliminari sono attesi intorno alle 21 di domenica, ora svedese. Solo allora sarà possibile capire se Kristersson riuscirà a mantenere il potere o se Andersson tornerà alla guida del Paese e, soprattutto, quale sarà il ruolo dei Democratici Svedesi nella prossima legislatura.
