Un drone russo ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto da Kiev a Varsavia, nell’Ucraina occidentale, a circa due chilometri dal confine con la Polonia. Sul convoglio viaggiavano 206 persone, ma l’attacco non ha provocato feriti. La compagnia ferroviaria nazionale ucraina Ukrzaliznytsia ha riferito che il personale era stato avvertito in anticipo della minaccia, permettendo di mettere in sicurezza le persone a bordo.
L’attacco è avvenuto nella regione della Volinia, in una zona particolarmente sensibile perché a ridosso del territorio polacco e quindi dei confini dell’Unione europea e della Nato. Nelle stesse ore altri raid hanno interessato l’area del valico di frontiera tra Yahodyn e Dorohusk.
Il treno Kiev-Varsavia colpito a due chilometri dalla Polonia
“Per il secondo giorno consecutivo il nemico attacca la ferrovia”, ha riferito la compagnia ferroviaria ucraina, spiegando che questa volta nel mirino è finita direttamente la locomotiva di un convoglio passeggeri.
Il sistema di monitoraggio aveva però individuato in anticipo il pericolo e avvertito l’equipaggio. Il treno è stato evacuato mentre il drone russo si avvicinava e nessuna delle persone a bordo è rimasta ferita.
Secondo quanto riferito dalla compagnia ferroviaria polacca PKP Intercity, sul convoglio diretto verso Varsavia viaggiavano 206 persone. Dopo l’attacco e le necessarie operazioni di sicurezza, il collegamento verso la Polonia è proseguito.
L’episodio rientra in una nuova sequenza di attacchi contro la rete ferroviaria ucraina. Ukrzaliznytsia ha infatti parlato del secondo giorno consecutivo di raid contro le ferrovie, infrastrutture fondamentali non soltanto per gli spostamenti della popolazione, ma anche per i collegamenti dell’Ucraina con i Paesi europei.
Poco prima era passato il treno con Fabrizio Saggio
A rendere ancora più delicato l’episodio è quanto avvenuto pochi minuti prima dell’attacco. Sulla stessa tratta viaggiava infatti un altro treno diretto dall’Ucraina verso la Polonia con a bordo una delegazione di diplomatici europei, tra cui il consigliere per la sicurezza nazionale italiano Fabrizio Saggio.
Secondo quanto precisato da fonti italiane, il convoglio era partito appena prima di quello successivamente colpito dal drone russo. Durante l’allarme il treno è stato fermato ma non evacuato.
In un primo momento era stato dato un allarme evacuazione, ma i passeggeri, compresi i consiglieri per la sicurezza nazionale presenti sul convoglio, hanno potuto rimanere a bordo. Una volta cessato l’allarme droni, il treno ha ripreso il viaggio verso la Polonia.
Tra i passeggeri c’era anche l’ex primo ministro svedese Carl Bildt, che ha rilanciato sui social le immagini dell’attacco e chiarito che il convoglio raggiunto dal drone non era quello sul quale viaggiava la delegazione, ma il treno partito pochi minuti dopo.
“Non era il nostro treno, ma quello che partiva solo pochi minuti dopo di noi al valico di frontiera polacco”, ha spiegato Bildt. L’ex premier svedese ha inoltre sottolineato l’efficacia del sistema di sicurezza che ha consentito di evitare vittime.
Raid anche nell’area del valico di Yahodyn
Nelle stesse ore gli attacchi russi hanno interessato anche l’area di Yahodyn, uno dei principali punti di collegamento tra Ucraina e Polonia. Nella zona sono stati segnalati danni a mezzi e infrastrutture, mentre un raid ha interessato anche un distributore di carburante.
La vicinanza degli attacchi alla frontiera polacca ha aumentato l’attenzione delle autorità di Varsavia. Il confine tra Ucraina e Polonia rappresenta infatti uno dei principali corridoi attraverso cui transitano persone, merci e forniture dirette verso il territorio ucraino.
La Polonia ha seguito gli sviluppi mantenendo elevato il livello di attenzione sul proprio spazio aereo. Gli attacchi avvenuti nella parte più occidentale dell’Ucraina confermano inoltre la crescente pressione russa sulle infrastrutture e sulle vie di collegamento con i Paesi europei.
L’episodio del treno Kiev-Varsavia assume particolare rilievo proprio per la distanza ridottissima dal territorio polacco e per il passaggio, pochi minuti prima, del convoglio con la delegazione internazionale. Nonostante la vicinanza dei raid al confine Nato, al momento non risultano vittime nell’attacco al treno passeggeri.
