Un buono una tantum da 100 euro per dipendenti e autonomi è tra le misure che il governo italiano potrebbe presentare giovedì prossimo, alla scadenza dello sconto sul diesel. Lo riporta Repubblica. La riduzione molto probabilmente non sarà rinnovata. Il passaggio ai sostegni selettivi resta legato alle risorse disponibili e all’aggiornamento dell’Istat sui conti pubblici, atteso per il 22 settembre.
Il bonus carburanti e le altre ipotesi di sostegno
Il governo promette da settimane aiuti più mirati, destinati ai redditi bassi, alle imprese dell’autotrasporto e a chi usa l’automobile per lavoro. Un primo annuncio era atteso la scorsa settimana, quando sarebbe dovuto scadere quello che si supponeva fosse l’ultimo taglio delle accise sul diesel. L’esecutivo ha invece prorogato lo sconto fino a giovedì prossimo, prendendo altro tempo: nella maggioranza il confronto sulle misure è ancora aperto.
L’ipotesi del bonus carburanti prevede un singolo buono per dipendenti e partite Iva. Con i prezzi di benzina e diesel oltre i 2 euro, cento euro consentirebbero un pieno o poco più. Secondo La Repubblica, il sostegno potrebbe diventare mensile, ma con un importo inferiore. I tecnici del ministero dell’Economia stanno calcolando il margine effettivo di manovra.
Restano sul tavolo un bonus da caricare sulla Carta Dedicata a Te, per non lasciare senza aiuti pensionati e redditi più bassi, e un buono da 200 euro come beneficio accessorio a carico del datore di lavoro.
La Lega spinge per includere le partite Iva; Noi Moderati propone tutti coloro che usano l’auto per lavoro, come i tassisti. Il Carroccio aveva criticato nelle scorse settimane i limiti basati sul reddito o sull’Isee, sostenendo che escluderebbero il ceto medio da qualsiasi beneficio.
Le risorse e il passaggio sui conti pubblici
Il problema principale resta trovare i fondi: una platea più ampia potrebbe richiedere risorse superiori al previsto. Gli interventi non potranno essere finanziati attraverso la flessibilità concessa dall’Unione europea per l’energia, applicabile soltanto a un ambito limitato di misure. La disponibilità delle coperture condizionerà quindi l’estensione dei sostegni alle categorie considerate.
I tecnici stanno valutando l’utilizzo del miliardo ricavato dalla vendita delle riserve di gas nel 2022. La Lega insiste invece sulla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Forza Italia, finora contraria, potrebbe accettare un prelievo, definito piuttosto un contributo, soltanto dopo un accordo con le aziende interessate.
L’alternativa sarebbe fare debito. Anche via Bellerio sta valutando questa soluzione, sulla quale Fratelli d’Italia finora non si è pronunciata. Le ipotesi sulle coperture restano dunque oggetto del confronto tra i partiti della maggioranza, insieme alla definizione dei potenziali beneficiari.
L’esecutivo ripone le proprie speranze nell’aggiornamento dell’Istat: il 22 settembre saranno rese note le stime sul rapporto deficit/Pil, oggi al 3,1%. Dal responso dell’istituto dipenderà molto delle scelte sui nuovi interventi. Se il rapporto scendesse sotto il 3%, l’Italia potrebbe definire il percorso di uscita dalla procedura d’infrazione dell’Unione europea per deficit eccessivo.
