Il traffico aereo nel Regno Unito riparte a singhiozzo dopo il blocco del sistema di controllo del giorno precedente. Gli aeroporti hanno rimesso in moto i collegamenti mercoledì 9 settembre, ma la coda dei disservizi resta lunga: martedì sono stati cancellati oltre mille voli e centinaia di migliaia di passeggeri sono rimasti a terra. Il recupero procede, con differenze marcate tra i vari hub.
Nats e governo: Nats caos voli Regno Unito in Parlamento
Il governo ha chiesto un chiarimento formale. La ministra dei Trasporti Heidi Alexander ha convocato ai vertici il fornitore di servizi di navigazione aerea Nats e ha annunciato un’informativa ai deputati. Le autorità del settore e gli scali avvertono che il ritorno alla piena operatività richiederà tempo: l’onda di cancellazioni e ritardi non si assorbe in poche ore.
Al centro del confronto finisce il direttore di Nats, Martin Rolfe, chiamato a illustrare la resilienza delle infrastrutture e l’efficacia dei piani di emergenza. L’incidente ha evidenziato limiti nelle procedure di backup e nella gestione di scenari complessi senza interrompere la rete. Da qui la richiesta politica di interventi rapidi e ridondanze più solide: “Chiedo garanzie che si traggano insegnamenti da quanto accaduto e che i sistemi a supporto dell’aviazione siano all’altezza del compito”, ha dichiarato Alexander.
Compagnie all’attacco e nodo delle responsabilità
La ripresa dei voli non spegne le polemiche. Diversi vettori contestano la gestione dell’emergenza e sollecitano l’accertamento di responsabilità individuali e organizzative; alcuni spingono per le dimissioni di Rolfe. Nats, dal canto suo, ha rivolto scuse pubbliche ai passeggeri, ammettendo tempi di ripristino “più lunghi di quanto avessimo sperato”.
Detto questo, emerge un elemento operativo che ha inciso sul fermo: per intervenire sul guasto è stato necessario richiamare un ingegnere chiave che non era in turno e che non poteva risolvere il problema da remoto. L’arrivo in sede ha richiesto tre ore, complice distanza e traffico, e questo è indicato tra i fattori che hanno prolungato lo stop. In assenza di una copertura immediata in presenza, l’intera catena di ripristino si è mossa più lentamente.
Nel concreto, prende corpo il capitolo delle verifiche tecniche. Sono in preparazione controlli e audit esterni per stabilire se il blocco sia riconducibile a un malfunzionamento hardware isolato oppure se abbia messo in luce vulnerabilità sistemiche nelle procedure di back-up. Gli aeroporti intanto riallocano i voli con gradualità, in funzione di personale e slot disponibili, e i passeggeri vengono invitati a controllare lo stato della prenotazione con la propria compagnia.
A valle del blocco, il prossimo passaggio sarà istituzionale: l’audizione di Nats in Parlamento nelle prossime ore dovrà fissare cause, responsabilità e misure preventive per ridurre il rischio di nuovi disagi. Sul tavolo anche un cronoprogramma credibile per il ritorno alla normalità operativa.
