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UK sanziona insediamenti israeliani: “Linea rossa superata con E1

Londra mira a bloccare il progetto E1, cruciale per la soluzione a due Stati; Tel Aviv chiede l'espulsione dell'ambasciatore

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UK annuncia sanzioni contro insediamenti israeliani illegali

X@warintel4u

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Il governo britannico ha avviato la preparazione di un pacchetto di sanzioni contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Lo ha indicato alla Camera dei Comuni il ministro degli Esteri Ed Miliband, dando sostanza al “reset” dei rapporti con Israele annunciato dall’esecutivo laburista guidato da Andy Burnham. Non si tratta di un gesto simbolico: l’obiettivo dichiarato è evitare qualsiasi coinvolgimento del Regno Unito nello sviluppo di insediamenti ritenuti illegali dal diritto internazionale.

Nel dettaglio, Londra punta il dito sul progetto E1, promosso dal ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich. Il piano prevede circa 3.400 edifici tra Gerusalemme Est e Ma’ale Adumim e, secondo il governo britannico, comprometterebbe la continuità territoriale tra Ramallah, Gerusalemme Est e Betlemme. Da qui l’avvertimento politico più netto: «Con E1 si è superata una linea rossa», ha affermato Miliband, sostenendo che il progetto «rischia di rendere impossibile» la soluzione a due Stati.

In questo quadro, il ministro ha aggiunto che l’esecutivo «non resterà immobile» e nelle prossime settimane presenterà un pacchetto di misure calibrate sul perimetro degli insediamenti. Il messaggio è chiaro: tenere aperta la prospettiva di uno Stato palestinese significa agire su ciò che, a giudizio di Londra, la mette a rischio.

In parallelo, altri partner occidentali si muoverebbero nella stessa direzione: secondo la Bbc, Canada e Francia si preparerebbero a vietare l’importazione di prodotti provenienti dalle colonie israeliane.

La reazione di Israele e degli Stati Uniti

La presa di posizione britannica ha innescato reazioni immediate a Tel Aviv. Smotrich ha chiesto l’«immediata espulsione dell’ambasciatore inglese da Israele», trasformando il dossier in un nuovo fronte di scontro diplomatico.

Dagli Stati Uniti sono arrivate critiche esplicite. L’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee ha accusato il governo laburista di «antisemitismo» e, intervenendo a Bbc Radio 4, ha definito la linea britannica una forma di «discriminazione» nei confronti dell’esecutivo Netanyahu e degli ebrei in generale. Ha inoltre ipotizzato «gravi impatti» per cittadini britannici con attività e interessi negli Stati Uniti qualora Washington adottasse a sua volta misure di risposta.

Il perimetro tecnico del pacchetto sarà definito nelle prossime settimane: Miliband ha preannunciato che metterà le proposte sul tavolo a breve, con l’obiettivo di salvaguardare la praticabilità della soluzione a due Stati.

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