L’Iran alza ulteriormente il livello dello scontro con gli Stati Uniti e promette di rispondere a ogni cittadino iraniano ucciso nei bombardamenti americani. A lanciare la minaccia è il generale Ali Abdullahi, comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, la struttura che coordina le operazioni delle forze armate della Repubblica islamica.
Iran: “Un militare americano per ogni nostro cittadino ucciso”
“Per ogni iraniano ucciso nei raid degli Stati Uniti, sarà ucciso un soldato americano”. È questa la “nuova equazione sul campo di battaglia” annunciata da Abdullahi e riportata dall’agenzia iraniana Tasnim. Secondo il comandante, la regola entrerà in vigore “da questo momento in poi”. Una minaccia diretta ai militari statunitensi dispiegati in Medio Oriente, accompagnata da un’altra frase dai toni particolarmente duri: “Abbiamo preparato per voi biglietti gratuiti e diretti per l’inferno”. Le parole del generale arrivano mentre proseguono gli attacchi americani contro l’Iran e Teheran tenta di colpire le installazioni utilizzate dagli Stati Uniti nella regione. Nelle ultime ore, le forze iraniane hanno annunciato operazioni con droni contro strutture militari americane in Bahrain, Giordania e Kuwait. Esplosioni sono state segnalate anche nei pressi di una base nel nord dell’Iraq.
Chi è Ali Abdullahi e quale ruolo ricopre in Iran
Ali Abdullahi guida il quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, uno degli organi più importanti nella catena di comando militare iraniana. La struttura ha il compito di coordinare le diverse componenti delle forze armate e assume un ruolo centrale soprattutto durante le crisi e le operazioni belliche.Il generale aveva già rivolto diversi avvertimenti a Washington. Nei mesi scorsi aveva sostenuto che qualsiasi nuova azione contro la Repubblica islamica avrebbe ricevuto una risposta “rapida, decisiva e su vasta scala”. Con l’ultima dichiarazione, però, la minaccia diventa più esplicita: non si parla soltanto di obiettivi militari o infrastrutture, ma di una rappresaglia calcolata sulla base delle vittime iraniane. Non è stato chiarito in quale modo Teheran intenda applicare concretamente questa “equazione”, né se le parole di Abdullahi anticipino un cambiamento formale della strategia militare. La dichiarazione resta quindi, al momento, una minaccia diffusa dall’apparato militare iraniano.
Cresce il rischio di un allargamento del conflitto
Il confronto tra Iran e Stati Uniti coinvolge ormai anche i Paesi che ospitano basi e contingenti americani. La presenza militare di Washington nel Golfo rende Bahrain, Kuwait, Iraq e altri Stati della regione potenziali teatri delle rappresaglie iraniane, aumentando il rischio di un’estensione geografica del conflitto.La minaccia di Abdullahi conferma la volontà di Teheran di presentare ogni attacco americano come parte di una guerra diretta e di rispondere colpo su colpo. Una spirale nella quale nuovi raid e nuove rappresaglie rischiano di allontanare ulteriormente qualsiasi possibilità di de-escalation.
