La presenza di sangue vivo nei polmoni e segni riconducibili a uno schiacciamento sono alcuni degli elementi emersi dall’autopsia eseguita sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto mentre due poliziotti lo immobilizzavano.
I primi risultati non consentono ancora di stabilire con certezza la causa del decesso. Saranno necessari ulteriori esami per comprendere l’origine del sanguinamento e accertare se lo schiacciamento sia avvenuto quando Fakir era ancora in vita oppure dopo l’arresto cardiaco, durante le manovre effettuate dai soccorritori.
Abderrahim Fakir, cosa emerge dall’autopsia
L’esame autoptico è stato eseguito all’istituto di Medicina legale dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna ed è durato circa sei ore. La presenza di sangue nei polmoni era già stata rilevata dalla Tac effettuata sul corpo prima dell’autopsia. Il nuovo accertamento avrebbe confermato la presenza di sangue vivo, insieme ai segni di schiacciamento.
Resta però da chiarire il rapporto tra i due elementi. Una delle ipotesi più accreditate è che la compressione sia stata provocata da un eventuale uso eccessivo della forza durante l’immobilizzazione. L’altra è che i segni siano riconducibili alle manovre di rianimazione cardiopolmonare eseguite dopo che il 42enne aveva perso conoscenza.
Anche l’origine del sangue nei polmoni non è stata ancora determinata. Gli accertamenti dovranno stabilire se l’emorragia sia stata causata da una compressione del torace oppure dall’eventuale assunzione di cocaina. Saranno quindi decisivi gli esami tossicologici e istologici, i cui risultati non saranno immediati.
La morte durante il fermo al Pilastro
La polizia era intervenuta dopo alcune segnalazioni relative a un uomo che stava dando in escandescenze. Fakir sarebbe stato raggiunto dallo spray urticante e successivamente immobilizzato a terra con delle fascette ai polsi.
In un video girato da una residente e diffuso sui social, il 42enne appare disteso a pancia in giù mentre viene trattenuto da due agenti. Durante il fermo chiede aiuto, poi smette di muoversi. I volontari della Croce Rossa hanno successivamente praticato le manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato il defibrillatore, senza riuscire a salvarlo.
La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Gli accertamenti riguardano le diverse fasi dell’intervento e coinvolgono i due poliziotti e i quattro operatori sanitari presenti. Soltanto la relazione medico-legale definitiva potrà chiarire quale ruolo abbiano avuto l’immobilizzazione, le condizioni di salute di Fakir e i tentativi di rianimazione nella morte del 42enne.
Notizia in aggiornamento…
