La difesa della ragazza che nel 2023 denunciò Leonardo Apache La Russa e l’amico dj Tommaso Gilardoni per violenza sessuale chiede di riaprire l’inchiesta. Al centro dell’istanza presentata dall’avvocato Stefano Benvenuto c’è una nuova relazione tecnica sui video registrati la notte dei fatti: attraverso un intervento di restauro dell’audio sarebbero emersi dialoghi che, secondo il legale, dimostrerebbero come i due giovani fossero consapevoli dello stato di alterazione della ragazza. Si tratta della stessa inchiesta archiviata nell’ottobre del 2025 dalla gip di Milano Rossana Mongiardo, che aveva accolto la richiesta della Procura. Ora la difesa della giovane sostiene che siano comparsi elementi “nuovi, decisivi e mai valutati prima d’ora”.
Caso La Russa jr, cosa emerge dagli audio restaurati
Uno dei passaggi indicati nell’istanza riguarda una domanda che Gilardoni avrebbe rivolto alla ragazza: “Stavi a ricucinare?”. Secondo il legale, il termine “ricucinare” sarebbe utilizzato nel gergo legato agli stupefacenti per riferirsi alla pratica di scaldare o preparare una sostanza.Per la difesa, la frase dimostrerebbe che almeno Gilardoni fosse consapevole dell’assunzione di droga da parte della giovane. Le trascrizioni evidenzierebbero inoltre alcune sue risposte definite “illogiche” e sconnesse. Il restauro avrebbe permesso di isolare parole e conversazioni che nelle precedenti analisi dei filmati non erano state comprese con sufficiente chiarezza. Questa, tuttavia, è al momento la ricostruzione contenuta nell’istanza della parte offesa. Spetterà all’autorità giudiziaria valutare se il materiale possa effettivamente essere considerato nuovo e se sia sufficiente per riaprire gli accertamenti.
La denuncia e l’archiviazione dell’inchiesta
Il caso risale alla notte tra il 18 e il 19 maggio 2023. La giovane, allora 22enne, aveva trascorso la serata all’Apophis Club di Milano, dove aveva incontrato Leonardo Apache La Russa, suo ex compagno di liceo. La mattina successiva si era svegliata nell’abitazione della famiglia La Russa senza ricordare quanto accaduto nelle ore precedenti. La ragazza aveva poi denunciato di aver subito rapporti sessuali da Leonardo Apache e Gilardoni mentre si trovava in uno stato psicofisico che, secondo lei, non le avrebbe consentito di esprimere un consenso valido. Le analisi avevano accertato l’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti in quantità significative.La Procura aveva però concluso che non vi fossero elementi sufficienti per dimostrare che i due giovani avessero percepito l’incapacità della ragazza di prestare consenso. Nell’archiviazione la gip aveva definito il loro comportamento “censurabile, superficiale e volgare”, senza tuttavia ravvisare nei video una coercizione inequivocabile o la prova della consapevolezza del suo stato. Secondo Benvenuto, invece, già le dichiarazioni dei testimoni e le chat raccolte durante le indagini avrebbero confermato “l’assoluta alterazione” della giovane. I dialoghi ora recuperati rafforzerebbero questa tesi.
Il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo
Parallelamente, la difesa della ragazza ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’archiviazione. L’atto risulta iscritto e pendente a Strasburgo e denuncia una presunta violazione dei diritti fondamentali della persona offesa.La Cedu, però, non funziona come un ulteriore grado del processo italiano e non dovrà stabilire direttamente la responsabilità dei due giovani. Sarà chiamata a valutare se lo Stato abbia rispettato i diritti della denunciante e gli obblighi previsti dalla Convenzione nello svolgimento dell’indagine. La richiesta di riapertura e il ricorso internazionale seguono quindi due percorsi distinti, entrambi ancora da valutare.
