L’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto mentre due poliziotti lo immobilizzavano a terra a Bologna, si è conclusa all’ospedale Sant’Orsola. Le prime valutazioni dei legali delle parti sembrano indicare due letture differenti, anche se per conoscere le cause effettive del decesso bisognerà attendere la relazione dei consulenti incaricati dalla Procura.
Caso Fakir, il legale della famiglia: “Possibile asfissia da compressione”
A ipotizzare un quadro asfittico è Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Fakir. “Non sono un medico legale, ma ritengo che ci possa essere un indubitabile quadro asfittico da compressione. Bisognerà però attendere le conclusioni peritali“, ha dichiarato all’ANSA al termine dell’esame.
L’autopsia dovrà quindi accertare se la morte sia stata provocata da un’asfissia e chiarire l’eventuale rapporto tra il decesso e le modalità con cui il 42enne è stato immobilizzato. Tra gli elementi da valutare ci sono anche l’impiego dello spray urticante, la presenza di possibili patologie pregresse e le manovre rianimatorie eseguite dai sanitari. I primi accertamenti avrebbero rilevato una consistente presenza di sangue nei polmoni e nelle vie respiratorie. Il dato, tuttavia, dovrà essere approfondito attraverso gli esami istologici e tossicologici prima di poter formulare conclusioni definitive.
Il legale degli agenti: “Nessuna azione eccessiva o violenta”
Gabriele Bordoni, difensore dei due agenti coinvolti nell’intervento, ha invece riferito una diversa valutazione sulla base delle informazioni ricevute dal proprio consulente medico-legale.
“Per quanto mi è stato riferito dal mio fiduciario medico-legale, l’accurata analisi condotta in sede autoptica non ha fatto emergere alcunché riferibile a un’azione eccessiva o violenta da parte dei due agenti”, ha affermato l’avvocato.
La Procura di Bologna procede nell’ambito di un fascicolo per omicidio colposo. I due poliziotti e i quattro operatori sanitari intervenuti sono stati inseriti nel registro 45-bis delle annotazioni preliminari, ma non risultano formalmente indagati. I consulenti avranno novanta giorni per completare gli approfondimenti e depositare la relazione.
Le dichiarazioni diffuse al termine dell’autopsia rappresentano quindi le valutazioni dei legali delle parti e non le conclusioni ufficiali dei consulenti. Sarà la relazione medico-legale a dover stabilire le cause della morte e chiarire se esista un collegamento con le modalità dell’intervento.
Fakir aveva i polmoni pieni di sangue
Dalla Tac eseguita prima dell’autopsia è emerso che Fakir aveva i polmoni pieni di sangue e le vie aeree completamente ostruite. È quanto emerge dai primi accertamenti eseguiti attraverso una Tac sul corpo del 42enne, deceduto domenica 19 luglio durante un intervento della polizia in via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna.
Secondo il riscontro radiologico riportato da Repubblica Bologna, Fakir aveva i polmoni pieni di sangue e le vie aeree completamente ostruite. Si tratta di un elemento rilevante per ricostruire il meccanismo che ha portato alla morte, ma non ancora di una conclusione medico-legale definitiva.
