WhatsApp ha avviato in Italia il rilascio dei nomi utente alla fine di giugno 2026. La funzione permette di farsi contattare tramite username senza mostrare il numero di telefono ai nuovi interlocutori. Meta ha impostato un rollout graduale con prenotazione dall’app, mentre il numero di cellulare resta associato all’account per registrazione e backup, separando l’identificativo pubblico dall’identità tecnica.
L’attivazione richiede l’aggiornamento dell’app e coinvolge anche il lato enterprise: imprese, piattaforme di automazione e fornitori di servizi devono adeguare modelli dati, API e logiche di integrazione per mantenere la continuità operativa. Chi prenota riceverà una notifica quando lo username sarà effettivamente abilitato per i messaggi.
Come funziona lo username e cosa cambia per la privacy
Lo username diventa l’identificativo condivisibile al posto del numero per avviare un primo contatto. Non esiste una directory pubblica: per scrivere a qualcuno tramite nome utente è necessario conoscerne l’identificativo esatto. Per i primi contatti da mittenti sconosciuti gli utenti possono attivare una username key opzionale, un codice aggiuntivo che il nuovo interlocutore deve inserire per inviare il primo messaggio.
Le regole fissano una lunghezza tra 3 e 35 caratteri. Lo username deve iniziare con una lettera e può includere lettere, numeri e alcuni caratteri speciali. Non può iniziare con “www.” né terminare con estensioni di dominio come .it o .com. Meta ha previsto misure preventive per proteggere nomi riconducibili a personaggi pubblici, organizzazioni e soggetti ad alta visibilità.
Il numero di telefono resta comunque legato all’account per finalità tecniche come la registrazione e il ripristino dei backup. Le informazioni già condivise in precedenza non vengono cancellate retroattivamente: l’introduzione dello username separa l’identificativo pubblico utilizzato per i nuovi contatti dal numero, che continua a esistere a supporto dell’account.
Prenotazione e attivazione: i passaggi dall’app
La prenotazione parte dallo smartphone principale e segue un rilascio progressivo: dopo la richiesta, l’utente riceverà una notifica quando il nome utente sarà abilitato per i messaggi. Se l’opzione non è visibile, è necessario aggiornare WhatsApp all’ultima versione disponibile su App Store o Google Play Store.
Per prenotare: aprire WhatsApp, entrare in Impostazioni > Account > Nome utente, digitare il nickname desiderato oppure importarlo da Instagram o Facebook tramite il Centro gestione account, quindi confermare la prenotazione. La funzionalità resta soggetta al rollout graduale: l’abilitazione effettiva ai messaggi arriva con la notifica di conferma.
Impatto per utenti e aziende
Per gli utenti, il cambiamento incide soprattutto sulle nuove interazioni: si potrà condividere lo username per partecipare a gruppi, compilare moduli o avviare conversazioni in contesti pubblici senza esporre subito il numero. La scelta di attivare la username key aggiunge un ulteriore filtro contro contatti indesiderati al primo messaggio.
Per le aziende, la transizione è operativa e richiede adeguamenti. Quando un utente adotta uno username, il numero non viene più condiviso automaticamente: al suo posto WhatsApp utilizza un identificatore univoco per la relazione con il brand, il Business-Scoped User ID (BSUID). WhatsApp include il BSUID nei webhook, ma le applicazioni devono essere aggiornate per usarlo come riferimento principale nelle conversazioni con utenti che hanno attivato lo username. Per ridurre il rischio di perdita di dati durante la transizione, WhatsApp prevede un contact book che conserva i numeri già acquisiti e, per un periodo limitato dopo ogni interazione, continua a rendere disponibile il numero di telefono per la continuità operativa. Le aziende possono inoltre reclamare o importare lo stesso username già utilizzato su Instagram o Facebook quando disponibile.
Aggiornamenti tecnici e test operativi
I sistemi CRM, le piattaforme di marketing automation e i chatbot dovranno gestire più identificatori per lo stesso utente, collegando BSUID e numero senza duplicare i profili. È necessario rivedere la struttura dei database per associare più chiavi allo stesso storico cliente, aggiornare la gestione dei webhook adottando il BSUID come chiave primaria nelle conversazioni e riprogettare i workflow oggi attivati dal numero di telefono affinché funzionino anche senza l’accesso immediato al numero.
Automazioni e percorsi di routing delle chat vanno testati end-to-end per evitare interruzioni nei flussi conversazionali. Obiettivo: garantire che eventi e trigger restino correttamente associati al nuovo identificatore e che la mappatura tra BSUID e numero sia coerente in ogni punto del ciclo di vita del cliente.
Prossimi passi e tempistiche
Per professionisti, imprese e creator la prenotazione tempestiva dello username è una scelta strategica: chi non riserva il proprio nome rischia che venga preso da altri. Meta ha aperto le prenotazioni alla fine di giugno 2026; utenti e aziende che completano il processo riceveranno una notifica quando lo username sarà abilitato per l’invio dei messaggi.
